Le lettere antisemite gli costano 500 euro

Inviava lettere ingiuriose alla comunità ebraica, indirizzandole al suo rappresentante, Roberto Jarach. L'uomo alla fine è stato ovviamente denunciato e condannato in primo grado. E ieri è arrivata la sentenza della Prima corte d'Appello che ha confermato la condanna a 500 euro di multa, più i danni da liquidare in sede civile.
Pietro S., accusato di ingiurie per avere inviato diverse lettere dal tenore palesemente antisemita, nei suoi scritti definiva gli ebrei «criminali» e ringraziava Hitler «per la sua preveggenza» nei confronti degli stessi ebrei. Dopo la sentenza di primo grado, emessa dal giudice Veronica Tallarida, lettere dello stesso tenore erano state mandate anche agli avvocati Daniela Dawan e Franz Sarno, legali di Roberto Jarach, che si era costituito parte civile.
Ieri l'avvocato Ernesto Tangari, difensore dell'imputato, ha chiesto l'assoluzione attribuendo alle azioni del suo assistito soltanto una valenza politica. Diversa l'opinione del sostituto procuratore generale, Francesco Maisto, che ha chiesto invece la conferma della condanna di primo grado.
La corte ha accolto le conclusioni della pubblica accusa e ha confermato la condanna a una multa di 500 euro oltre al risarcimento del danno alla parte civile.