Le lettere di Pavese a Lalla Romano

In attesa di acquisirne l’archivio la Braidense mette in mostra volumi, quadri e carteggi della scrittrice

Igor Principe

Viveva circondata da quadri, manoscritti, fotografie. E libri: ne aveva circa ventimila. Pure, sentiva come una necessità di frequentarne altri. Allora lasciava il suo appartamento di via Brera, faceva pochi passi e, anche quando il peso degli anni avrebbe fermato chiunque, saliva il grande scalone della biblioteca Braidense per tuffarsi nelle ricerche e nella lettura.
Per certi versi è quindi naturale che una mostra su Lalla Romano venga allestita nella sala Maria Teresa della suddetta biblioteca. Ma soprattutto, è naturale che ad acquisire l'archivio della scrittrice, morta nel 2001, sia la Braidense medesima, e non solo in ragione della vicinanza fisica con il suo appartamento. «Questa biblioteca è molto attiva nell'acquisizione degli archivi per la costituzione dei relativi fondi - dice il direttore, Roberto Di Carlo -. Recentemente c'è stata l'operazione sull'archivio Ricordi. Ma non vogliamo lavorare solo in una prospettiva storica. Lalla Romano è una contemporanea, di cui non volevamo fossero dispersi la biblioteca e gli altri documenti. Dopotutto, quando la Braidense acquisì il fondo manzoniano, nostro fiore all'occhiello, era il 1885 e Manzoni era ancora vivo».
Per l'acquisizione - di cui si stanno definendo gli ultimi dettagli - è stato determinante l'apporto di Dante Isella, che della Romano era stretto amico. «C'è un fervore diffuso nella conservazione della cultura del Novecento - spiega il professore -. Penso a Firenze, dove c'è l'archivio Viesseux; a Pavia, dove sono conservati i manoscritti di Maria Corti. E ora Milano, con Lalla Romano. L'intento è far sì che l'appartamento di via Brera 17 possa diventare una casa-museo nel cuore della città e, connesso con la grande biblioteca che le sta di fronte, un centro studi con un ricchissimo patrimonio culturale».
Isella è con Antonio Ria, compagno di lavoro e di vita negli ultimi anni di vita della scrittrice, la mente della mostra che fino al 17 dicembre sarà visibile in Braidense, e che è curata da Barbara Colli e Giulia Raboni. Nelle teche della sala Maria Teresa non sarà esposta che un'infinitesima parte dell'archivio di Lalla Romano: qualche volume, i suoi quadri (cominciò come pittrice, allieva di Felice Casorati), lettere, carteggi.
Tra le rarità, le lettere che Cesare Pavese le scrisse poco prima di morire, e il manoscritto del Diario di Grecia, fatto di appunti, descrizioni e soprattutto dei disegni dei luoghi visitati.