Lettori in rivolta contro «Repubblichella 2000»

Benvenuti nella Repubblica in formato tabloid. In perfetto stile anglosassone. Perciò, da settimane, sulle colonne dirette da Ezio Mauro ci si sbrodola d’inchiostro pur di far passare il messaggio: il «caso papi» è argomento da riferire in Parlamento, anzi, ci vorrebbe «una commissione d’inchiesta». C’è Noemi, Gino l’ex fidanzatino, l’amichetta Roberta, le immancabili gemelline, i book e i bungalow. Ah, dimenticavamo: le dieci domandone. Insomma, un po’ Isola dei Famosi e un po’ Quiz show.
Ma non bastavano le paginate di carta, la mania del reality presidenziale merita uno spazio da Pulitzer anche sul web. Repubblica.it, filo diretto con gli affezionati lettori della sinistra radical&snob, come piacque a padre Eugenio Scalfari. Lasciate un commento voi ch’entrate (nel sito), urlateci tutto il vostro sdegno in nome del giornalismo di lotta - e di gossip. Appunto. Tranne per un piccolo particolare: la guerra dello scandalo comincia ad assumere l’effetto di un boomerang in una platea abituata a masticare pane e antiberlusconismo. Si dovrebbero indignare all’unisono, quelli, e invece spuntano i dissidenti. Obiezioni all’operazione impeachment de noantri, praticamente una fronda a mezzo post: «Non se ne può più, alla gente questa storia non interessa e sicuramente Mr B. non si dimetterà per questo anzi... ne trarrà un vantaggio. Le inchieste serie andrebbero fatte su altri temi...» (inviato da peo01); «Campagne stupide come queste, su cose che per il Paese non sono di nessuna o miserrima importanza, non sono di alcuna utilità... Siete sicuri che abbia senso dare tutto questo peso alla squallida vicenda di una diciottenne di un paese di provincia e alle rivelazioni del suo ex?» (mitoccosecisono, ore 16.03); «Ma la vogliamo fare finita con le Noemi? Ma che ce ne frega, se siamo onesti e non “bacati”?» (silvionofrio, alle 14.40).
Spezzoni dal tam tam di chi resta refrattario alle spiate dal buco della serratura, perdipiù sta sfogliando Repubblica e gli sembra di essere dal parrucchiere. «Stamattina per la prima volta ho pensato “cos’è Novella 3000”? Non parlate d’altro» (scrive mbb84); «L’opposizione sta affondando nel gossip e a Repubblichella 2000 mancano solo i paparazzi a scattare foto clandestine, complimenti, grande spessore politico!!!» (è l’ironia di restefano).
Dura la vita dell’internauta non allineato, comunque. Tra un insulto e l’altro gentilmente offerto dagli aficionados che «odiano il Cavaliere», tanti provano a insinuare il dubbio dell’autogol nell’elettorato democratico. «Dopo le veline e il caso Mills stiamo cadendo nel ridicolo e sicuramente sempre più italiani sono con il Berlusca!» (annota noemi63); «Gli italiani hanno ben altri problemi. State presentando Berlusconi come un imperatore romano. È il modo migliore per mantenerlo al potere. (...) Per favore, tornate a occuparvi dei problemi come la disoccupazione, le tasse, ecc.» (rilancia tktk); «Non se ne può più (...) Possibile che ci siamo dimenticati della crisi, dell’occupazione? (...) Stiamo solo facendo pubblicità a Berlusconi. (...) Ho la nausea: con ’ste notizie non si pagano le bollette a fine mese», s’infuria shosholona con Franceschini.
A centrare il bersaglio è anche simosicilia: «Repubblica ha riunito tutti i suoi intellettuali? Ma come si fa a scendere così in basso?». Forse si riferisce, tra gli altri, a D’Avanzo, la Aspesi, il solito Gad Lerner. Sì, proprio il Pinocchio che ieri riempiva l’ennesimo fondo di nuove, pruriginose accuse al Silvio privato. Ebbene, perfino lui, sul blog personale, deve fare i conti con qualche lettore nient’affatto addomesticato: «È provato dalla più autorevole fonte del sapere di sinistra che un book è una prova provata di innominabili intrallazzi; scoprirlo è uno scoop...» (firmato Klingsor).