«Lettura forzata della sentenza»

da Milano

«Dire che questa sentenza sancisca il diritto all’occupazione mi sembra un passaggio quantomeno ardito». L’avvocato Franco Coppi, uno dei più importanti penalisti italiani, commenta con scetticismo il trionfalismo con cui gli attivisti di Action hanno accolto l’assoluzione pronunciata nei loro confronti dal tribunale di Roma.
Avvocato, la tesi è: la sentenza dimostra che è illegale tenere case sfitte, quindi l’occupazione è un diritto.
«Innanzitutto, bisogna aspettare di leggere le motivazioni. In ogni caso, la sentenza stabilisce un’assoluzione dall’accusa di associazione per delinquere in relazione a una serie di contestazioni specifiche, non il principio generale che l’occupazione è un diritto. Inoltre, un’assoluzione in sede penale non significa che gli stessi episodi non possano essere perseguibili da un punto di vista di diritto civile».
A volte, in casi come questo, il giudice assolve sulla base del «valore morale» dell’iniziativa.
«Ripeto, aspettiamo le motivazioni. Ma se il giudice penale facesse riferimento al valore morale delle occupazioni, si tratterebbe sempre di una singola sentenza che non è vincolante. Perché a stabilire i diritti e i doveri sono le leggi, non le sentenze».
Quindi, in futuro Action non potrà «barricarsi» dietro questa decisione del tribunale.
«Decisamente. Si sbagliano, se credono che questa sentenza possa rappresentare una legittimazione alla loro condotta futura».