L'Europa minaccia sanzioni contro il nucleare iraniano: "Disponibili ai negoziati"

Il governo di Ahmadinejad commenta il rapporto Aiea, negando la volontà di creare armi nucleari. E minaccia di colpire Israele, ma si dice pronto a trattare

Dopo l'ultimo rapporto dell'Agenzia per l'energia atomica sull'Iran, accusato dall'Aieia di avere lavorato negli ultimo mesi per realizzare la bomba atomica, i toni si inaspriscono ulteriormente.

L'ambasciatore iraniano all'Aieia, Alì Asghar Soltanieh, ha fatto sapere che il paese non intende abbandonare il programma atomico, nè "lo farà mai", garantendo comunque che l'Iran non intende venire meno ai suoi "obblighi nel quadro del Trattato di non proliferazione nucleare".

Parole in questo senso sono arrivate anche da parte del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, che ha ribadito la ferma intenzione del paese di non "arretrare di una virgola" rispetto al programma atomico. Ha poi aggiunto che il paese non avrebbe bisogni di "avere le bombe" e che il rapporto sarebbe stato condizionato da "alcune potenze dotate di armi atomiche", un rapporto definito "sbilanciato, non professionale e motivato politicamente, diffuso il rapporto dietro la pressione di alcune nazioni".

Il capo di Stato maggiore iraniano ha poi alzato ulteriormente il livello dello scontro verbale, minacciando di distruzione Israele nel caso in cui attaccasse i siti nucleari iraniani. "La centrale (nuclerare israeliana) di Dimona è il sito più accessibile che noi possiamo prendere di mira, e noi abbiamo capacità ancora più importanti", che non esiteranno a utilizzare alla minima azione tentata da Israele.

Israele non ha ancora commentato il rapporto reso noto dall'Aiea. Gli analisti ritengono che l'opzione militare sia attualmente lontana, ma attendono dure sanzioni contro il governo di Teheran. Contro i siti nucleari iraniani Israele avrebbe comunque pronta una "armada volante", composto di almeno cento aerei pronti a colpire.

Si mobilita nel frattempo la diplomazia internazionale. Il ministro degli Esteri francese, Alain Juppè, ha chiesto il varo di sanzioni contro l'Iran, sollecitando il Consiglio di Sicurezza dell'Onu perché intervenga. Catherine Ashton, responsabile per la politica estera dell’Unione Europea, ha commentato il rapporto, come un fattore che "aggrava seriamente" le preoccupazioni internazioni sugli ayatollah iraniani, mentre anche dalla Cina è arrivata la richiesta di segni di "moderazione" e "sincerità", che portino a una soluzione che si basi su dialogo e cooperazione.