Il Levante «processa» la Vincenzi

(...) I primi passi della metropolitana genovese risalgono al 1983, come ricordano gli stessi dirigenti di Metrogenova, la società che gestisce i lavori della sotterranea. Meno di un anno fa si diceva che entro il 2009 la nuova tratta De Ferrari- Brignole potesse essere messa in funzione, promessa disattesa. Oggi si spera di poterla percorre dal marzo 2011, «sempre che gli intoppi creati dai nuovi reperti trovati nel cantiere della galleria di Brignole non allunghino i tempi - spiega il vicesindaco Paolo Pissarello» motivando come situazione imprevista il rallentamento di questo cantiere.
Non dello stesso avviso la dottoressa Piera Melli, funzionaria della Sovrintendenza dei beni archeologici della Liguria che parla di intoppo prevedibile: «Si tratta di uno scavo già programmato perchè, nelle analisi preliminari di studio svolte prima del progetto per i cantieri della metro, avevamo già individuato la possibilità che vi potesse essere la presenza di un insediamento risalente all’età del rame. Così è stato».
Se il lavoro degli archeologi dovesse prolungarsi, l’apertura potrebbe slittare di qualche mese con un sovraprezzo dei costi per l’opera. Gli scavi proseguono dal sottosuolo di Corvetto verso De Ferrari. In questo e nel cantiere in prossimità della stazione di Brignole sono impiegate 90 persone tra operai e lavoratori specializzati. Continua anche l’ultimazione della camera di ventilazione nella zona di via SS Giacomo e Filippo e la realizzazione della struttura portante per una eventuale, futura, fermata intermedia quella, appunto, di Corvetto.
Prevista dal progetto ma priva di fondi: mancano i 40 milioni di euro che servirebbero per realizzarla: «Tutto è subordinato ad ottenere nuovi finanziamenti dal Cipe- specifica il presidente di Metrogenova Francesco Perri-. Ad oggi non ci sono risorse per completare la stazione intermedia, e c’è anche il serio rischio che questi fondi non vengano mai sbloccati. Quindi verrà bypassata». Il profondo scavo che è stato realizzato a ridosso del parco dell’ Acquasola servirà come canale di ventilazione nel collegamento tra i due punti: «per tutto la tratta in costruzione i costi dell’opera sono di 126 milioni di cui 96 per i cantieri ed il resto per gli impianti di progettazione» specifica il presidente di Metrogenova. Rimarrà anche la realizzazione del canale di ventilazione anche in largo Eros Lanfranco, ritenuto indispensabile dai progettisti anche se esteticamente poco piacevole.
Intanto, si lavora per portare a Genova 112 milioni per dotare la metrò di treni di nuova generazione, realizzare una stazione di deposito nell’area di Di Negro e la costruzione di un tronco di manovra a Brin, in modo da poter permettere ai treni di avere una frequenza di servizio sui 4 minuti: «Con il completamento di questo tratto- aggiunge Pissarello-, potremo studiare il nuovo assetto della mobilità cittadina in attesa di proseguire con il progetto del tram in Valbisagno». I fondi sono in discussione con i Ministeri dei trasporti e delle infrastrutture che, nella scorsa finanziaria non sono stati molto disponibili ad assecondare le richieste del comune di Genova.