Con Levi un’amicizia troncata dalla morte

Philip Roth «sentiva» che Primo Levi (nella foto) era diventato suo amico: si erano visti a Londra nel gennaio 1986, poi rivisti in primavera a Torino per tre giorni di conversazioni in cui lo scrittore italiano sopravvissuto a Auschwitz aveva fatto da guida al collega americano per le strade della sua città. «Il Primo Levi che incontrai allora mi dava ogni segno di esser destinato a una vita lunga, sana e produttiva. Il suo suicidio è stato uno choc», ha detto Roth rendendo omaggio all'autore di Se questo è un uomo all’Italian Academy della Columbia University dove ha ricevuto l’altro ieri il nuovo Premio Grinzane-Masters Award istituito dal Premio Grinzane-Cavour in collaborazione con la Compagnia di San Paolo di Torino e la Foundation for Italian Arts and Culture.