Lewinsky, Clinton chiese aiuto a Jobs

Non era considerato un guru «soltanto» da milioni di fan. Perfino il presidente Clinton si fidava particolarmente dell’intuito di Steve Jobs. Tanto da contattarlo nel pieno della notte durante lo scandalo Lewinsky per chiedergli consiglio su come arginare la bufera. A rivelare questo dettaglio di vita privata è stato lo stesso Jobs in una delle 40 interviste che ha concesso al suo biografo Walter Isaacson, il cui libro sulla vita del fondatore della Apple arriva nelle librerie americane oggi. Le rivelazioni contenute nella biografia (che in Italia è pubblicata da Mondadori) sono già state in parte «pizzicate» dai giornali e l’ultima è proprio quella su Bill Clinton. In quella telefonata notturna Jobs disse al presidente: «Non so se tu l’abbia fatto o meno. Ma nel caso fosse, lo devi dire al Paese». Un consiglio chiaro, ma che come replica ha ricevuto solo «silenzio dall’altra parte del filo». Dopo la morte di Jobs, Clinton ha parlato in un’intervista tv della sua amicizia con il genio di Cupertino e di come gli offrì ospitalità nella sua casa in campagna per stare vicino alla figlia Chelsea quando frequentava l’università, definendo l’offerta «un regalo inestimabile».
Secondo le confidenze di Jobs a Isaacson, il suo ultimo grande progetto era la produzione di una tv «integrata» Apple. «Vorrei creare un sistema integrato assolutamente facile da usare. Vorrei che potesse essere sincronizzato con tutti i device e con iCloud», avrebbe detto Jobs.