Lewis: «Dura superare Massa» E i due papà si abbracciano

nostro inviato

a Singapore
Di solito vale il contrario. Di solito si scrive e si legge «che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli». Ecco, in formula uno, in modo molto poco evangelico, ma certamente efficace, succede il contrario. Cioè che siano le colpe dei figli a non dover ricadere sui padri. Eppure, spesso, ciò accade. La tensione dall’asfalto tracima nel paddock e poi nelle varie case. Per cui è difficile assistere a grandi effusioni fra genitori al seguito.
Invece ieri, nel paddock del patinato e rumoroso mondo che corre, sotto riflettori altrettanto patinati, è andato in scena ciò che non ci si sarebbe mai aspettati. Un attimo dopo la conclusione delle prove, un istante dopo che Felipe Massa aveva conquistato la preziosissima pole di Singapore, rifilando sei decimi pesanti come pietre a Lewis Hamilton, i due papà Antonio della formula uno, cioè Luiz Antonio Massa e Anthony Hamilton, si sono abbracciati.
Scena da spirito olimpico in un mondo dove lo spirito è al massimo un sinonimo di bevanda alcolica. Scena comunque bella in un ambiente estremo perennemente in bilico fra spy story, litigi, avvocati, punizioni, manovracce in pista e nervi tesi e accuse e difese e quant’altro.
Perché non è stato un incontro di sentimenti durante il party organizzato da un facoltoso sponsor dove, incredibilmente, chi si odia in F1 diventa subito amico; è stato un abbraccio sportivo seguito alla beffa subìta dal proprio figlio e al trionfo dell’altro. Infatti a Lewis Hamilton le cose, ieri, non è che fossero andate benissimo, tanto più che aveva sbagliato il primo giro buono del Q2 per colpa dei freni. «Meno male – dichiarerà infatti - che poi sono stato fortunato a chiudere decimo nonostante il traffico... Però, a meno di strategie o errori, sarà per me impossibile superare. Piuttosto credo proprio che questa gara diventerà un’altra Valencia». Ovvero, quando Massa partì e non lo vide più.
Fra l’altro, poco prima, in un siparietto organizzato da Sky (la doppia intervista stile Iene andrà in onda oggi prima del Gp), i due rivali per il titolo avevano detto cose del tipo: «Pregio e difetto di Hamilton? Molto aggressivo e a volte troppo aggressivo»; «Felipe? No comment sui pregi, quanto ai difetti anche lui sbaglia»; «che cosa vorrei della McLaren? Il modo in cui scalda le gomme»; «che cosa della Ferrari? La frenata». E avanti così, in un botta e risposta con il brasiliano più sereno e l’inglese parecchio più rigido non per astio, ma per competitivo distacco.
Per fortuna che le loro colpe, i loro imbarazzi reciproci non ricadono sui padri. Ecco infatti come i due Antonio spiegheranno il loro rapporto. «Sono andato ad abbracciare il papà di Felipe perché mi capita di farlo spesso. Tra noi c’è da sempre un’ottima intesa. Tutto è iniziato quando ci siamo trovati in F1, Luiz Antonio è sempre gentile con me e io pure. Nonostante la rivalità, anche fra i nostri figli le cose vanno abbastanza bene, i due ragazzi si stimano e si rispettano. Lo hanno sempre fatto. Trovo importante – conclude l’Antonio inglese – sapere che quando scendono dalle loro monoposto, dopo aver lottato in pista come oggi, fra i due ci sia rispetto. Che cosa ho detto a papà Massa? Nulla, fra noi è bastato un abbraccio».
E l’altro Antonio: «È vero, il rapporto è buono, ci capita spesso di abbracciarci, diciamo che si tratta di una relazione che si apre e si chiude negli autodromi. Fuori non ci frequentiamo. Io mi complimento sempre con lui quando Lewis fa belle cose e Anthony fa lo stesso con me per Felipe. Papà Hamilton è sempre così gentile con me e dato che mi ritengo una persona educata, contraccambio. I nostri figli? Non posso dire che siano amici, Felipe ha un rapporto molto stretto con Barrichello, con Schumi. Con Lewis c’è però un profondo rispetto, questo sì». E questo basta.