L'ex Br Piancone al pm: "Avevo bisogno di soldi"

Interrogato nella notte nel carcere di Siena, l'ex brigatista non ha risposto sull'identità dei suoi complici, limitandosi a dire che il "bottino" sarebbe stato diviso tra "diverse persone"

Siena - L’ex brigatista Cristoforo Piancone è stato interrogato, durante la notte, nel carcere di Siena dal pubblico ministero Mario Formisano che indaga sulla rapina portata a termine da Piancone e da un complice lunedì scorso ad una filiale del Monte dei Paschi di Siena. Oggi sarà trasferito nel carcere di Biella. Piancone ha risposto ad alcune domande del pm, ribadendo che la rapina è stata fatta perchè egli aveva necessità di denaro. Alle domande sull’identità dei complici, l’ex Br non ha risposto, ma ha detto che i soldi sarebbero stati divisi "tra molte persone". Il pm ha fatto domande a Piancone anche sulla sua identità brigatista e lui non ha rinnegato la sua passata appartenenza alle Brigate Rosse ma, anche in questa occasione, ha sottolineato che la rapina e stata compiuta per motivi esclusivamente personali.

Piancone: "Ho causato dolore" "Lo so che ho provocato dolore e me ne dispiace, ma in quel tempo ero diverso, combattevo una battaglia. Molti dei miei compagni sono morti e anch’io ho provato profondo dolore". Lo ha detto Cristoforo Piancone a chi gli faceva notare che l’aula nella quale è stata discussa la convalida del suo arresto è intitolata a una vittima delle Brigate rosse: Vittorio Bachelet, giurista e dirigente dell’ Azione cattolica, esponente della Dc assassinato con sette colpi di calibro 32 Winchester alla Sapienza di Roma il 12 febbraio 1980.

Trasferito nel carcere di Biella Piancone è stato trasferito nel carcere di Biella. A disporre il trasferimento è stato il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap) del Ministero della Giustizia. Il carcere della città piemontese è adeguato a garantire la sicurezza dei detenuti in "elevato indice di vigilanza". Piancone alloggerà in una cella singola e sarà sottoposto a misure di stretto controllo. Intanto il gip del tribunale di Siena, Francesco Bagnai, ha convalidato l’arresto dell'ex Br..

Col pugno chiuso sulla copertina di un dvd Nella bacheca vicino all'aula dove il gip del tribunale di Siena ha celebrato l'udienza di convalida dell'arresto si trova la locandina di un dvd che reca, in copertina, una foto dello stesso Piancone, probabilmente riferita ad un'assemblea degli anni ’70. Piancone compare con i capelli lunghi e i baffi, un maglione e una giacca, con il pugno alzato al cielo. Il dvd è intitolato "Avvocato!" ed è un film documentario sul processo di Torino alle brigate rosse e l’ omicidio dell’ avvocato Fulvio Croce, presidente del consiglio dell’ Ordine di Torino, ucciso da un nucleo delle Brigate rosse il 28 aprile 1977. L'avvocato Croce venne affrontato nell'androne dello stabile di via Perrone, dove aveva sede il suo studio, da un commando composto da due uomini e una donna e venne ucciso con 5 colpi di pistola.

Pisanu: "Gli irriducibili Br siano considerati pericolosi" "La semilibertà è prevista dalla legge. Dopo aver accertato l’esistenza dei presupposti, può essere concessa. È una valutazione che spetta al magistrato". Beppe Pisanu in una intervista al "Tempo" parla del caso Piancone e mette in guardia dal pericolo terrorismo. Il senatore di Forza Italia invita a non sottovalutare "la pericolosità di alcuni irriducibili terroristi" e sottolinea che "l’area dell’eversione c’è ancora, dentro le carceri e all’esterno". "Proprio per questo - rimarca l’ex ministro dell’Interno - terroristi irriducibili come Piancone dovrebbero essere considerati pericolosi a priori".