Lezione di Alzheimer alla «Sapienza». E c'è anche un concorso per i giovani

In una conferenza nell'ateneo romano gli esperti spiegano che cos'è questa teribile malattia e come la creazione di oggetti e indumenti «ad hoc» può aiutare i pazienti nella loro vita quotidiana

Una conferenza-lezione, un concorso, una mostra. Tutto per sensibilizzare sulla malattia dell' Alzheimer e aiutare chi viene colpito.
L'appuntamento è all'università «La Sapienza» di Roma, lunedì 4 maggio, alle 16, per ascoltare la professoressa Luisa Bartorelli. L' exprimario di geriatria all'Ospedale Sant'Eugenio e presidente di Alzheimer Uniti Roma (l'Associazione delle famiglie dei malati di Alzheimer e degli operatori dedicati), parlerà della grave patologia che colpisce in Italia 500.000 anziani.
Si tratta di un incontro interfacoltà e tra studenti di due università diverse, nonché di scuole private, per informare i giovani su questa malattia che investe interi nuclei familiari e non solo il paziente. L'invito viene dallo stesso rettore della «Sapienza», Luigi Frati, ed è rivolto agli studenti di Medicina e di Scienze della Moda e del Costume,Facoltà di Lettere e Filosofia, agli studenti di Corso di Formazione Cultura della Moda, Facoltà di Lettere e Filosofia Universita « Tor Vergata» , dell'Accademia Koefia e dell'Istituto Europeo di Design (Ied ).
La conferenza- lezione nell'Aula magna di Anatomia Patologica (Viale Regina Margherita 324) è stata promossa dalla giornalista Rai Stefania Giacomini, docente nell'ateneo romano di Moda e Mass Media di Scienze della Moda e del Costume. Dev'essere anche l'occasione per lanciare la seconda edizione di «Linda, un abito per l'Alzheimer», un concorso che premierà i migliori progetti per la creazione di oggetti ed indumenti che possano facilitare la vita e la nutrizione di questi malati. L'iniziativa, che prevede anche una mostra di tutti i progetti presentati, porta il nome di una paziente scomparsa per questa terribile malattia, che aveva una predilezione per i giovani, la loro fantasia e la moda.
Dopo il successo della prima esperienza, che ha riscosso notevole partecipazione da parte degli studenti, rivelando sensibilità ed attenzione al disagio, si replica con alcune novità.
L'edizione 2009 del premio è a carattere nazionale, coinvolge per la prima volta anche l'ADI (l'Associazione per il disegno Industriale) ed offre, grazie alla partecipazione dell'Assessorato alle Piccole e medie imprese della Regione Lazio, premi in denaro e anche la realizzazione per il settore moda di alcuni prototipi da parte della Lydda Wear, ditta unica in Italia e forse in Europa, che realizza abiti per chi è affetto da handicap.
Il concorso è bandito da «Fashion for Good», insieme ad Alzheimer Uniti Roma e all'Associazione per il Disegno Industriale, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Lazio, della Provincia di Roma del Comune di Roma, di Fondazione Valore Italia, della Camera Nazionale della Moda e di Design for All Italia IIDD.
Le modalità del concorso e della premiazione, che prevede tra l'altro una mostra dei progetti presentati il prossimo 16 settembre verranno illustrati dalla Giacomini, anche membro di «Fashion for Good», che ha promosso questo concorso, insieme alla Bartorelli e a Stefano Salvi (presidente dell'Associazione per il Disegno Industriale delegazione Centro).
Interverranno in apertura il rettore Frati , Guido Pescosolido, preside di Facoltà Lettere e Filosofia, Paola Morelli ,presidente corso di laurea Scienze della Moda e del Costume. E poi, si aprirà il dibattito agli interventi degli studenti, che potranno anche commentare i video esplicativi proiettati sull'Alzheimer e sulla premiazione della prima edizione del concorso.
Questa malattia colpisce in Italia circa 500.000 persone e coinvolge pesantemente non solo i servizi socio-sanitari, ma intere famiglie impegnate nelle cure dei pazienti.
Nel 2006 è stato celebrato il centenario della sua scoperta. Studi recenti hanno dimostrato che la ricerca scientifica sta individuando nuove strade per la terapia farmacologica attraverso cui si può assicurare al paziente una migliore qualità della vita.
Come? Applicando strategie di cura (riattivazione cognitiva, musicoterapia, arte-terapia e adeguamento all'ambiente), che stimolano sensazioni ed emozioni .
A Vancouver, in Canada, si è sperimentato l'uso di un abbigliamento adeguato, funzionale, elegante e dai colori vivaci, anche per mantenere quella dignità che deve essere assicurata al paziente, nonostante le sue gravi perdite.