Lezione di Casini al Professore «Non si governa solo con i no»

Il leader dell’Udc: «Come fa a celebrare il matrimonio tra Mastella e Luxuria?»

Emanuela Fontana

da Roma

Un Paese non si governa con i no. No alla Tav, no al nucleare, no a Berlusconi e tutti quei niet su cui il centrosinistra sta ricamando la sua campagna pre-elettorale. Da bolognese a bolognese, ieri all'intervento di sabato del leader dell'Unione Romano Prodi ha risposto il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. L’occasione è stata un convegno sulla famiglia organizzato a Roma dall’Udc. «Prodi - lo ha apostrofato Casini - dice che il 9 aprile tornerà la primavera, ma per guidare un Paese non è sufficiente dire “basta”, no a tutto: no alla Tav, no al nucleare, no a Berlusconi... È necessario dire dei sì, e il nostro primo sì è alla famiglia e al quoziente familiare». Un fattore famiglia che vuol dire «più figli e meno tasse». Al centro del programma dell’Udc e della Casa delle Libertà, ha spiegato il presidente della Camera, c’è «la famiglia, quella vera, non quella con due uomini».
E Prodi è alle prese, invece, con altri connubi: «Vorrei sapere - ha aggiunto Casini, sempre parlando del leader dell’Unione - come farà Prodi a guidare l’Italia» e soprattutto «a celebrare il matrimonio fra Luxuria e Mastella».
Il centrodestra è «in pista», ha chiarito Casini: «Tutti i sondaggi testimoniano una rimonta straordinaria del Polo, anche i sondaggi più ostili a noi, quelli delle società più vicine alla sinistra e non solo quelli americani, ci collocano a 3-3,5 punti dal centrosinistra. Basta muovere un 1,5% e c’è la parità».
Poi altre punture elettorali al concittadino: la presentazione delle coalizione di sabato, «più che un Prodi show è stato un Crozza show», ha detto il leader dell’Udc in riferimento allo spettacolo da protagonista del comico.
Non solo famiglia nel programma nella Cdl, ma anche l’«essere fieri» dei militari «che servono il Paese», a differenza degli sfidanti, che non considerano positivamente la missione in Irak. È la famiglia comunque il tema centrale del pensiero di Casini: battersi per la famiglia «è fondamentale perché il futuro della nostra società è in pericolo, perché non ci sono più riferimenti ideali». Il presidente della Camera è anche tornato sul tema affrontato al congresso dell’associazione nazionale magistrati sui giudici candidati e i giudici «contigui»: «Voglio chiedere all'associazione nazionale magistrati - ha ribadito - una cosa semplice e chiara, senza preamboli: ritengono fisiologico che si passi dall’amministrazione della giustizia ai banchi delle amministrazioni comunali di una città?». Se si fanno «discorsi generici - ha quindi attaccato - evidentemente non si ha il coraggio di affrontare la realtà, non si ha il coraggio di vedere che ci sono dei comportamenti di contiguità con settori politici che sono inaccettabili».