La lezione del Cav. del Lav. Gr. Uff. Dott. Ing. Giorgio Sisini

Abbiamo finalmente svelato il segreto delle librerie che mangiano i libri. E cioè del perché mettere in ordine i volumi (e soprattutto ritrovarli dove pensavamo di averli messi) sia una delle più complesse attività umane. Basta sapere che «10 libri su uno scaffale possono essere disposti in 3.628.800 modi diversi» e tutto risulta banalmente chiaro. Questa e altre amene informazioni (ammesso che corrispondano a verità) le potete trovare in un divertente libretto appena edito da Kowalski, la casa editrice di Gino & Michele (quelli delle formiche che si incazzano e dei comici di Zelig, per intendersi). Si chiama, nello stile della casa, Occupato! Leggere sul trono del sapere, ed è la versione italiana della ormai celeberrima serie Uncle John's Bathroom Reader, successo editoriale nato nel 1987 in California e arrivato al diciassettesimo volume. Superfluo spiegare a chi sia rivolta la collana che raccoglie curiosità, fatti e falsi storici, vite di uomini illustri e non, usi, costumi e superstizioni da tutto il mondo, invenzioni fallite eccetera...
Detto del libro, quello di cui ci interessa adesso parlare è lo strano fenomeno del proliferare di questo tipo di pubblicazioni. Tanto per citare un altro celebre caso ricordiamo il successo dell’Originale miscellanea di Ben Schott, tizio inglese che è diventato ricco e famoso (e ha scalato la vetta delle classifiche anglosassoni con quasi mezzo milione di copie vendute) raccogliendo in volume le notizie più strane e incredibili, dalla lunghezza delle stringhe delle scarpe alle dimensioni dei vari tipi di iceberg fino alla spiegazione di tutti i simboli che si trovano sulle etichette dei capi di abbigliamento. Anche in Italia abbiamo uno dei capostipiti del genere nei panni del compianto Cavaliere del Lavoro Gr. Uff. Dott. Ing. Giorgio Sisini Conte di Sant’Andrea, che ha «fondato e diretto per 41 anni» la Settimana Enigmistica con le sue intramontabili rubriche: «L’edípeo enciclopedico», «Spigolature», «Forse non tutti sanno che...», «Strano ma vero!». Anche loro, come i libri succitati, imperdibili perché assolutamente inutili. O forse talmente inutili da diventare indispensabili in un mondo strabordante di informazioni falsamente utili.
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