Una lezione «d’autore» con John Boorman

Inizia questa sera con un incontro con il celebre cineasta una retrospettiva sul suo lavoro

Alessandra Miccinesi

Ha plasmato il leggendario Medio Evo bretone (Excalibur) ed esplorato i Monti Appalachi in una spirale di violenza bestiale (Un tranquillo weekend di paura). È passato dalla cupa esasperata fantascienza di Zardoz ai brividi del thriller religioso L'esorcista 2 - L'eretico. E ancora, spy-story romanzate da Le Carré (Il sarto di Panama), un corto ispirato ai quadri del Louvre (Two nudes bathing), documentari d’introspezione psicologica (I dreamt I woke up), fino all’ultimo grido di denuncia contro l’apartheid in Sud Africa, In my country, film in concorso alla 54ª Berlinale. La lista è decisamente corposa. In totale sono 14 i pezzi di grande cinema che compongono la retrospettiva dedicata a John Boorman - cineasta, documentarista e autore di tv movie - in programma da oggi e fino al 9 dicembre alla Casa del Cinema (Sala De Luxe).
Ricerca iniziatica, sfiducia nella civiltà occidentale, e malinconico rimpianto. Sono questi i temi ricorrenti dell’arte cinematografica di Boorman. Ma è soprattutto sul fragile rapporto uomo-natura, relazione che può modificare il corso degli eventi, alterando il rapporto causa-effetto e provocando reazioni a catena incontrollabili, che il cineasta britannico ha fissato la macchina da presa per girare i suoi film cardine. Come il dramma avventuroso La foresta di smeraldo, girato nella foresta Amazzonica, o Duello nel Pacifico (Hell in the Pacific) pellicola del ’68 ambientata su un’isola deserta dove due naufraghi - il pilota americano Lee Marvin e l'ufficiale della marina nipponica Toshiro Mifune -, nemici al fronte, sono obbligati a rispettare un comune codice di sopravvivenza.
Organizzata dal Comune di Roma e Associazione Amici di Filmcritica, la retrospettiva dedicata a Boorman è una sorta di full-immersion lunga cinque giorni che include, questa sera, anche una lezione di cinema aperta al pubblico tenuta dal regista. Impegnato nella realizzazione del suo ultimo film tratto da Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, John Boorman domani mattina salirà in Campidoglio per ricevere il Premio Biennale «Maestri del Cinema» in passato assegnato a Godard, De Oliveira, Scorsese, Kazan, Polanski, Eastwood, Hitchcock, Minnelli, Donen e Edwards.
Curata da Edoardo Bruno, che ha soddisfatto la richiesta del regista di Anni Quaranta (Hope and Glory) di organizzare la programmazione filmica per cronologia di anno di produzione, la retrospettiva prende il via oggi pomeriggio con la proiezione di Point Black (Senza un attimo di tregua), film del ’67 che analizza il nonsense della parola giustizia nel mondo dei malavitosi.
Tra i titoli della rassegna spiccano ben due inediti per l’Italia: il lungometraggio Dalla parte del cuore, e il documentario omaggio all’attore Lee Marvin - A personal portrait by John Boorman in cui il cineasta ricorda l’esperienza vissuta sui set di Senza un attimo di tregua e Duello nel Pacifico.