La lezione degli ebrei: alle vignette non si risponde con la violenza

Nessuna persona e nessuna religione si possono premettere di ridere di un’altra religione o di un altro popolo. Io, come ebrea sono la prima a contestarlo, per motivi religiosi, culturali e umani: questa dovrebbe essere una legge per tutti. Non possiamo amare tutti gli altri, ma abbiamo il dovere di rispettarli e il diritto di essere rispettati. Sono uscite in Danimarca le vignette con le caricature di Maometto: è grave, perché non possiamo dire che tutti i musulmani sono assassini, anche se c’è la libertà di opinione. Ma dopo. Dopo molto tempo che queste caricature erano uscite, i musulmani si sono svegliati, vuol dire che qualcuno ci ha soffiato sopra, magari per motivi e interessi politici, e la reazione è stata l’uccisione di un prete italiano. Sono molti giorni che rifletto su questa faccenda, soprattutto perché contro gli ebrei sono state fatte moltissime caricature, perseguitati per 2.000 anni, sono state fatte cose che farebbero spaventare tutti voi. E cosa hanno fatto gli ebrei? In silenzio con dignità, continuano la loro vita. È vero che contro le parole dell’antisemitismo c’è una risposta della comunità ebraica o di Israele, ma con educazione, nella stampa o alla televisione, mai con il sangue! C’è una bella e grande differenza... Non è un problema di religione, ma di cultura e di politica. In anni e secoli di caricature contro gli ebrei, dov’era la gente che contesta? Non c’era.
Anat Hila Levi
Presidente dell'Associazione Pordenonese Italia-Israele e-mail