La lezione di Maria: tace con dignità e poi molla con stile

Ha saputo del tradimento del marito, gli ha fatto finire il mandato politico senza scandali e ha fatto i bagagli <br />

Adesso dicono che è stato facile per una che, fin da bimbetta, è stata abituata a fare colazione con uova alla coque e potere. Che è stato tutto sommato naturale per una Kennedy: una abituata a spettinarsi i capelli a bordo oceano con il vento di Martha’s Vineyard, una nata con certe regole nelle piastrine del sangue. Sarà, ma noi Maria Shriver non-più-in-Schwarzenegger l’abbiamo amata. Abbiamo amato il suo tacere, il suo fare i compiti fino alla fine e (ancora di più) il suo andarsene a «mandato» matrimoniale esaurito. Un’escalation di perfezione inarrivabile.
Venticinque anni di matrimonio e di sodalizio politico (Maria era la first lady della California e il fatto che fosse nata Kennedy per parte di madre, ha aiutato parecchio la carriera del marito formato gigante), quattro figli, la visione integrale della saga di Terminator, sorrisi apparecchiati tutte le volte che è servito sorridere, e Schwarzenegger cosa fa? Intrattiene una relazione con la domestica (cioè quella che da vent’anni, e per 1200 dollari alla settimana, chiedeva a Maria «scusi signora, come le preferisce piegate le lenzuola, per il largo o per il lungo? Ai ragazzi cosa preparo per cena? Che servizio di posate usiamo per il presidente in visita? Ah... signora, le mutande e il reggipetto li trova stirati e pronti sul letto»). Ecco, lui ci fa l’amore e la mette pure incinta. Secondo il Times, l’avrebbe addirittura messa incinta quasi in contemporane a Maria (per lei era ormai la quarta volta). Poi se ne sta zitto per dieci anni (il fattaccio pare risalga al 2001, mentre secondo altri il figlio illegittimo avrebbe già quattordici anni), smette col cinema, scende in politica, e alla fine, terrorizzato dal gossip e vessato dai tabolid decide di confessare tutto a Maria, con la solita deprimente scusa «ho commesso un tremendo errore». E cosa fa, a quel punto, l’inarrivabile signora non-più-in- Schwarzenegger? Respira a fondo, tiene in bilico le lacrime, dimagrisce, fa calare il silenzio, tende le vene del collo fino a fine corsa (stavolta politica) del maritone, resta dov’è e non scrive nemmeno lettere ai giornali. Però poi lo pianta. Fa i bagagli, ci mette dentro venticinque anni e quattro figli e si piazza (momentaneamente) nel costosissimo Beverly Hills Hotel.
Nemmeno Francesca Schiavone alla finale del Roland Garros ci aveva emozionato tanto. Nemmeno Carry (di Sex and The City) che malmenava con il suo bouquet da sposa mancata il vile mister Big ci aveva ispirato tanta smodata tifoseria.
Se Maria si fosse limitata a tacere, saremmo state costrette ad apprezzarne l’eleganza, ma sarebbe stata, alla fine, una come tante altre: discreta sì, ma vinta. Se al contrario avesse sbraitato, accusato, giudicato, sarebbe stata addirittura come «tutte» le altre. Così, invece... «Questo è un momento doloroso e straziante. Come madre, sono preoccupata per i miei figli. Chiedo compassione, rispetto e privacy mentre i miei figli ed io cerchiamo di rifarci una vita e ci curiamo le ferite». Una chioccia categorica. Senza sbavature di rabbia, senza smagliature di stile. L’opposto di suo marito. E delle sue scelte. Perché, c’è una considerazione, che nulla ha a che fare con la distinzione di Maria, ma che si è arrampicata in gola al mondo: non è solo che Schwarzennegger ha tradito la moglie, è anche con «chi» ha tradito «quella» moglie. Perché nelle aspirazioni di qualsiasi cornuta c’è una rivale che (almeno) assomigli a Ines Sastre, o ad Afef, o a Carolina di Monaco... Insomma, rivali contro le quali nulla si può come contro l’uragano Katrina. Rivali che, in un certo senso, danno un po’ di lustro anche al nostro essere cornute. Ma quando, da nata Kennedy per parte di madre, il tuo matrimonio si schianta contro la faccia larga e il femore corto di Mildred Baena detta «Patty», quella che ti chiedeva come piegare le lenzuola mentre tu non sospettavi di nulla... beh, allora ci sono tante cose che devi iniziare a domandarti. E se le domanderà di certo, Maria, al Beverly Hills Hotel.
Intanto, a fare più tenerezza dei figli di Schwarzenegger c’è solo «l’altro» figlio di Schwarzenegger. Quello che è nato in una depandance della vita di suo padre. Quello che ha già sentito liquidare sua madre come un «terribile errore», quello che continua a vivere con i mezzi di una domestica malgrado il papà gigantesco e milionario, quello che ha i fratellastri ricchi con la mamma solida (nata Kennedy per parte di madre). Nemmeno in Terminator, Arnold aveva mai fatto tanto casino.