A lezione in masseria E fra trulli e stalle si può suonare anche il corno di bue

È la rivincita della parola. Nell'epoca del tutto scritto very short, molto in breve, dove ogni respiro viene sintetizzato in una selva di «ke» per scrivere «che» e per dire e pronunciare semplicemente un «che» già corto di suo, ci voleva questa boccata d'ossigeno e buon senso vintage. Mai però mi sarei aspettato che un colpo di coda seppiato arrivasse da un fiore all'occhiello della nostra tecnologia estrema: la Ferrari. Per cui mi chiedo fintamente preoccupato per emiri, attori, personaggi sportivi, ricconi qua e là in ordine sparso sul globo terracqueo: non è che dopo questa rivoluzione a ritroso, a Maranello stiano pensando di togliere dai loro gioielli a quattro ruote condizionatori, servosterzi, alzacristalli elettrici in un crescendo vintage?
Per nulla preoccupato da tutto ciò, dato che mai potrò permettermi una Ferrari, ecco quanto letto sul sito del Cavallino: «Da oggi i dipendenti della Ferrari parleranno di più con i colleghi. Per incentivare una comunicazione più efficace e diretta è stato infatti deciso di limitare fortemente il numero delle email inviate. In particolare ogni dipendente Ferrari potrà inviare la stessa mail internamente solo a tre persone. L'utilizzo improprio della posta elettronica con decine di destinatari per email su argomenti che spesso non li riguardano è una delle principali cause di inefficienze e perdita di tempo nella vita lavorativa quotidiana nelle aziende. Ferrari ha deciso di risolvere il problema dando un'indicazione semplice e chiara: parlatevi di più e scrivete di meno.
Così, e questo lo dico io ma credo l'abbia pensato anche il manager ferrarista estensore della suddetta direttiva, così avrete più tempo per pensare, così avrete meno tempo per cazzeggiare, così avrete meno occasioni di far girare gli zebedei a chi riceve mail in copia o nel super elencone generale che ci fa tutti sentire piccini piccini, formichine fra altri e non sai mai se le e-missive siano dirette a te per davvero o per cortesia. Una cortesia che a lungo andare diventa soprattutto una discreta rottura di pistoni e cilindri.