La lezione di McCain non fa breccia nell’opposizione italiana

Buongiorno Direttore.
Immagino riceverete molta corrispondenza e non sarà facile essere preso in considerazione, ma non riesco più a tenermi dentro alcune riflessioni che penso sia anche mio dovere esternare, altrimenti si sentono sempre solo quelli che gridano di più nelle piazze, nelle università, negli asili.
Alle ultime elezioni ho dato la mia fiducia, e quindi il mio voto, alla parte politica risultata vincente con margine più che ampio. Mi pare che si stiano dando da fare e che stiano lottando, pur con difficoltà e mille intralci di una decrepita istituzione, per non far passare troppo tempo tra una decisione e l’altra: anche perché se no rischiamo ancora una volta paralisi e ulteriore decadenza. Sento però dire dall’opposizione che loro sono migliori di me (e quindi di tutti quelli che hanno votato come me). Devo dire di sentirmi offeso da questa pinzillacchera, anche perché sarò magari peggiore di loro, ma loro non lo sanno e quindi non lo devono poter dire. Sento anche che tutta l’Italia sarebbe sempre in disaccordo con le proposte e/o le decisioni del governo, e sembrerebbe proprio vero guardando la televisione, sentendo la radio e leggendo molti giornali, salvo poi che la realtà di tutti i giorni e la gente comune smentiscono nei fatti questa impressione: almeno dalle mie parti non sono poi così tanti che si scaldano per protestare contro cose che in fondo ritengono giuste (studenti compresi). Mi farebbe piacere che ci fosse un’opposizione intelligente e che avesse davvero a cuore il miglioramento del mio Paese e che non si fermasse come al solito alle antipatie personali: penso anzi che questo sarebbe un mio diritto (visto che tutti parlano sempre solo di diritti e i doveri se li dimenticano). Quantomeno mi aspetterei dall’opposizione che si comportasse come McCain.

McCain ha dimostrato nella sconfitta la sua statura politica e culturale. È il regalo migliore che poteva fare all’America, un discorso pieno di dignità, senso del dovere, responsabilità, orgoglio. Noi non abbiamo la stessa fortuna e dobbiamo accontentarci di Veltroni.