La lezione della «paperina» Duffy

Eppure ce l’ha fatta. Questa piccola gallese biondina e taciturna era lì lì per lasciarsi annientare dal successo fulmineo: in Rockferry aveva esibito una voce armoniosa, da paperella intonata e sensuale, e un repertorio di pop vintage, macchiato di jazz, rhythm’n’blues e Côte d’Azur che si è guadagnato la bellezza di sette milioni di copie, schiantando però l’esistenza di questa ragazzetta carica di sogni. Tanti dicevano: bye bye cara Duffy, un’altra meteora se ne va. Macché. E questo Endlessy (lanciato in Italia da Well well well già incollato a uno spot tv) zittisce tutti intanto perché è stato realizzato con il leggendario Albert Hammond, autore e produttore che se non ci crede non si sposta da qui a lì, e poi perché è un passo avanti che non deluderà nessuno tranne chi un paio d’anni fa si compiaceva tanto di quel cinico bye bye.