Lezione del Pd: quiz sbagliati e accuse al Pdl

Anche nel fumetto rivolto a elettori e rappresentanti di lista le schede non sono illustrate in modo corretto. E sul banco degli imputati finiscono i «difensori del voto» azzurri

da Roma

Rappresentante di lista del Pd in maglia rossa nei panni del buono. Rappresentante del Pdl, in azzurro, in quelli del cattivo, del furbacchione, pronto a toccare schede che dovrebbe lasciare agli scrutatori, o lesto a trascrivere le liste dei cittadini votanti, un’operazione vietata, mentre il «buono» vigila e parla con il presidente. È il fumetto elettorale del Pd per istruire i suoi oltre 60mila osservatori sul lavoro che dovranno svolgere nelle sezioni elettorali «per essere motori attivi della campagna elettorale». L’inizio del cartoon è intriso di nostalgia e di orgoglio per un passato politico che non c’è più. Dice la voce narrante: «Chi di noi è cresciuto in una sezione di partito, avrà più volte sentito parlare dai più anziani delle eroiche gesta dei rappresentanti di lista».
«Eroiche gesta» a cui il Pd chiama i nipotini immaginari di quei supervisori, a cui nella moderna era di internet il partito ha consegnato una guida dal titolo veltroniano «Percorso di autoformazione per i rappresentanti di lista» e un vademecum online a fumetti. Scene nei seggi, diverbi tra rappresentanti di lista che urlano, focus sulle schede elettorali (sbagliate) e poi il vademecum si conclude con una serie di quiz a sette domande per essere promosso come degno erede dei rappresentanti di lista del passato.
Proprio con il richiamo a quel leggendario impegno prende avvio il fumettone del Pd per istruire gli «osservatori». Chi pensava che il broglio fosse un pallino di Berlusconi, dovrà ricredersi guardando i comics del Partito Democratico, in cui si raccomanda: è «indispensabile che chi si appresta a svolgere questo delicato compito abbia un bagaglio di informazioni tecniche per immaginare possibili trucchi a cui potrebbero far ricorso gli avversari per farsi attribuire voti non a loro dati». Frasi da battaglia contro nemici pronti a tutto nel seggio.
Dietro a quel titolo socratico e a quell’amarcord da seggi polverosi anni Cinquanta, si nasconde infatti una strategia agguerritissima di controllo del voto da parte degli «osservatori» del Pd. In un’immagine del capitolo «scrutinio-come si svolge», del fumetto on-line, viene per esempio fornita la raccomandazione: «Le schede possono essere toccate soltanto dai componenti del seggio, ma non dai rappresentanti di lista»: accanto si vede il cattivo del Pdl con in mano una scheda e scrutatori e presidente che lo indicano a dito come un ladro facendogli «no» con il dito e facce da far rabbrividire. Ieri l’Unità, parlando dell’iniziativa, scriveva: «Una guida, senza spirito polemico, per i volontari che seguiranno lo scrutinio...». Senza polemica?
Il compito a cui sono chiamati gli «osservatori», si spiega nel fumetto, è «delicato»: bisogna «far mettere a verbale ogni contestazione», bisogna «armarsi di santa pazienza» per «affrontare possibili situazioni di tensione». Stare allerta in ogni momento, «perché eventuali brogli possono avvenire votando schede non utilizzate».
Il quiz finale su voti validi e voti nulli si svolge dopo aver letto i capitoli dell’autoformazione. Se si compie un errore il consiglio è quello di consultare le aree «votazione» e «scrutinio» per «rendere perfetta la tua preparazione». Ma i facsimile delle schede del test, così come i «casi particolari» sono tutti sbagliati: la distribuzione dei simboli è infatti verticale, così come sarebbe stata in effetti più chiara, non orizzontale come quella disegnata dal Viminale. Nessuno dei rappresentanti di lista del Pd si troverà davanti quella disposizione nel seggio. Gli osservatori sono pronti per affrontare le trappole dei «cattivi» del Pdl in maglia azzurra, ma sulla scheda-lenzuolo dovranno andare a ripetizione, prima del voto.