LA LEZIONE DI SABATO

(...) stesso giorno, alla stessa ora, gli elettori tributassero percentuali da plebiscito alla Casa delle libertà per le elezioni politiche o europee, ma che mandassero contemporaneamente un esponente del centrosinistra sulla poltrona di primo cittadino per le amministrative. Schizofrenia degli elettori? No, molto più semplicemente, candidati sbagliati da parte del centrodestra. Che ha un elettorato raziocinante, preparato, colto e in grado di discernere: premia i capaci e punisce gli incapaci e gli arroganti. Anche quando gli incapaci e gli arroganti vantano l’appoggio o il bollino del proprio partito.
Io credo che questo sia un grande valore. Un valore che, però, i partiti del centrodestra devono saper cogliere. Se, invece, sceglieranno di non ascoltare il proprio elettorato, è giusto che restino a marcire nel loro brodo di opposizione (reale o, molto più spesso, presunta).
L’elettorato o, meglio, il popolo della Casa in questi giorni chiede sostanzialmente unità. Lo chiedono anche gli elettori dell’Udc, al di là dei follinismi di Pierferdinando Casini. E a Genova proprio l’Udc è in controtendenza rispetto a quello che succede a Roma: l’arrivo in consiglio regionale di due consiglieri come Nicola Abbundo e Matteo Marcenaro, che fanno opposizione vera, senza altri aggettivi, è un ottimo antidoto alle scelte di Fabio Broglia. E anche la posizione secca del leader cittadino Umberto Calcagno - con parole inedite in un quadro politico udicino in cui ogni virgola va letta con il traduttore automatico dal democristiano all’italiano - ha messo una parola di chiarezza a troppi ondeggiamenti degli ultimi anni.
Unità, quindi. E, se possibile, anche lista unica per il Comune. Approfittando anche del fatto che - se è vero che la battaglia per il sindaco è difficilissima, ai limiti dell’improbo, se non dell’impossibile - è anche vero che, proprio per questo, vale la pena di giocarla anche con armi inedite. Come una lista che - preservando i simboli - metta insieme tutte le anime del centrodestra. Al massimo, poi, federata con chi non ci sta. É vero che, solitamente, da soli si prende di più che insieme. É vero che, solitamente, per il Comune conviene mettere in campo centinaia di candidati, ciascuno dei quali ha parenti ed amici. Ma è anche vero che siamo di fronte a una situazione assolutamente inedita. E l’intervista del leader provinciale di An Alfio Barbagallo a Ferruccio Repetti è un buon punto di partenza.
Ora, però, serve andare avanti. E soprattutto serve un buon punto d’arrivo. Un candidato degno di questo nome.