La lezione di Tiger: i bastoni si tengono al circolo

Cherchez la femme: gira che ti rigira, solo di un banale problema di corna si è trattato. La bella, bionda Elin Nordegren Woods, tanto algida in fin dei conti non lo è mai stata e, anzi, sotto quella pelle di alabastro, si è sempre nascosta una Cat Woman dalla lucida follia. Una Cat Woman, che, per dirla tutta, dopo aver scoperto le scappatelle di Tiger, suo marito, lo ha randellato di santa ragione con un bastone da golf.
D'altronde, diciamocelo: quale miglior vendetta?
E tutto questo lo abbiamo scoperto dopo che venerdì scorso il mondo del golf si è letteralmente fermato. Perché, man mano che la notizia dell'incidente di cui era rimasto vittima Tiger Woods invadeva dapprima le agenzie, quindi i siti internet e infine calava a bomba anche nelle news dei tg, la setta del green - settanta milioni di affiliati sparsi per il mondo, roba da far impallidire la massoneria con tutti suoi simboli perduti - per la prima volta ha sperimentato sulla sua pelle un inusitato senso di vertigine. Perché quando la vita, con tutta la catena delle sue fatalità, colpisce una divinità, lo fa per ricordarci (casomai ce ne fossimo dimenticati) che nulla è più democratico della sfiga. Forse lo è solo l'infelicità, ma questa è tutta un'altra storia.
Ora. Tiger, è una divinità: il suo swing è una delle prove incontrovertibili dell'esistenza di Dio. Per questo venerdì scorso i golfisti, tutti, hanno trattenuto il respiro. Tutti.
Perché qualsiasi giocatore di golf lo sa: esiste una serie di prove provate che ci testimonia la divinità del Fenomeno e che ci separa inequivocabilmente da Lui. Che ci rende dei semplici esseri umani, quando invece Lui è il Superuomo.
E sta nel fatto che Tiger, al di là del bene e del male - guarda caso! - trova sempre il bene. E a noi resta il male.
Che Lui pensa che «mai dire mai» sia la massima della sua vita. Noi che «Mai dire Grande Fratello» sia il massimo della nostra, di vita.
Che Lui, quando serve, si trasforma in un Transformer. Noi, piuttosto, in una taglia in più.
Che Lui a ogni birdie che imbuca, acquista immortalità. Noi, a ogni bogey che sbagliamo, semmai delle rate (che sono l'unica forma di immortalità che ci dobbiamo aspettare…).
Ora. Se mai verrà confermata la storia delle umanissime scappatelle di Tiger, ci sarà comunque un'ulteriore, ennesima lezione che il Fenomeno impartirà a tutti gli smazzatori del globo. Ed è questa: golfisti, ricordatevi di non tenere mai e poi mai a casa i ferri del mestiere. I bastoni è sempre consigliabile lasciarli al circolo. A buon intenditore, poche parole…