A lezione di Topolino per diventare i-fumettisti

Certo, dipende dove ti trovi. Magari sotto l'ufficio di un noto presidente di società di calcio e in un angolo della città che viene ripresa dalle telecamere della tv praticamente tutti i giorni. Però un bar è un bar, che diamine, e soprattutto se metti in vetrina piatti già pronti non è che poi puoi darti delle arie gastronomiche. Insomma, a volte capita: si va di fretta, si addocchia qualcosa da mangiare, ci si ferma un attimo. Tutto normale a Milano. Però un hamburger è un hamburger, pure di tacchino tra l'altro. Sapete quanto ci si mette a farlo? Un po' di carne tritata, una schiacciatina e via, sulla piastra. Meglio se poi lo compri già fatto al supermercato, e quell'hamburger lì ne aveva proprio l'idea. Dunque, c'è lui contornato da un po' di verdurine - spinaci recuperati da un'altro piatto, piselli, melanzanine tagliate -, certamente il tutto condito col gusto di centro città. E poi, d'altro, nientepopodimeno che una mezza acqua gasata e un caffè («buono» assicurano i camerieri). Beh, ovvio che se uno l'acqua la vuole con le bollicine non si deve stupire, però alla fine il tutto fa 18 euro. Diciotto. Perché certo, in certi locali dipende da dove si trovano. Ma anche chi sono.