Una lezione di turismo dalla Sardegna

Caro Massimiliano, una seria riflessione sul turismo in Liguria dovrebbe iniziare da un approccio innovativo ai progetti di valorizzazione di tutte le risorse locali che ad oggi risultano inutilizzate, trascurate o spesso inespresse.
Il territorio deve diventare competitivo attraverso lo sviluppo di quelle risorse, un tempo considerate povere, ma oggi indispensabili per sostenere il turismo.
In questa direzione il cibo non è solo alimentazione ma un modo di riconoscersi e di manifestare la propria identità.
Anche in questo sta la differenza fra globalizzazione e la tradizione.
Il mercato delle vacanze ha bisogno di immergersi nell’identità del territorio, il turista nella riscoperta della qualità e della presenza umana.
L’enogastronomia è intimamente legata alla crescita dei luoghi, con il cibo come rappresentazione di un territorio e dei suoi abitanti.
In questi anni le regioni che hanno ottenuto i risultati migliori hanno come denominatore comune non tanto la forza di attrarre dall’esterno creatività, ma la capacità di sostenere e sviluppare le potenzialità locali.
Con politiche culturali territoriali incentrate all’accesso alla cultura di una parte integrante di popolazione attivando progetti ed iniziative locali come simboli dei percorsi intrapresi.
Se ancora qualcuno oggi crede nella vocazione turistica della nostra regione è bene che si allerti e presto.
Guardando vicino a casa nostra si nota come la Sardegna si stia attrezzando, con tutti mezzi a propria disposizione, a proporre il turismo come risorsa per i sardi in tutti i dodici mesi dell’anno.
Cari amici, avete capito bene, il centro dell’isola attraverso una massiccia politica di investimenti strutturali e culturali punta con decisione al turismo da ottobre a maggio (il mare per quello da giugno a settembre). Un turismo di qualità a prezzi contenuti.
Sarebbe clamoroso se nei prossimi mesi invernali dovessimo vedere il porto di Genova con le code, di matrice ferragostana, per imbarcarsi nell’isola nei fine settimana con noi genovesi a fare da spettatori.
Come risposta la Regione Liguria si è fatta fare la promozione turistica da una società di Bari... Con risultati non proprio esaltanti.
Come dire che da noi le cose fatte in casa vanno sempre forte!