Lezioni private, ma gestite dagli istituti

da Roma

Cancellazione dell’attuale sistema dei debiti a favore di un modello molto più flessibile nel rispetto dell’autonomia degli istituti. Non ci sarà una «restaurazione» integrale dei vecchi esami di riparazione ma l’introduzione di nuovi meccanismi di selezione e verifica degli apprendimenti, supportati da moduli integrativi destinati agli studenti. Corsi organizzati e gestiti in modo trasparente dalle scuole che potrebbero ispirarsi anche al modello dell’intramoenia applicato in sanità: ripetizioni individuali mirate e private ma gestite dallo stesso istituto.
Le insufficienze andranno comunque recuperate entro l’anno scolastico. Dietro la porta dello studio del ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, c’è già una lunga fila di persone in attesa. I sindacati del mondo della scuola, confederali ed autonomi, organizzazioni degli studenti e dirigenti scolastici. Tutti a gran voce chiedono l’annullamento dell’ordinanza sui debiti del suo predecessore, Giuseppe Fioroni.
Gli istituti sono in grande difficoltà. Il modello unico e rigido imposto da Fioroni per i corsi di recupero non funziona. Sono comunque stati spesi un mucchio di soldi, secondo la Cgil intorno ai 180 milioni di euro, senza ottenere i risultati voluti. Le quindici ore di gruppo previste per alcuni sono poche, per altri troppe e inutili.
Per quanto riguarda il prossimo anno scolastico non ci sono dubbi. La Gelmini ha il tempo, anche se poco, per mettere a punto un nuovo sistema che potrebbe essere regolamentato con il decreto per l’avvio dell’anno scolastico. Più problematico invece intervenire sull’anno in corso, ormai in dirittura d’arrivo, anche se dal mondo della scuola arriva proprio questa richiesta.
Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp), che ha già richiesto un incontro urgente al ministro, apprezza la volontà della Gelmini di voler «lavorare sul merito». I dirigenti scolastici ritengono il sistema introdotto da Fioroni «troppo rigido» visto che le esigenze variano da studente a studente. «Un eventuale ripristino degli esami di riparazione comunque non spaventa nessuno», assicura pure Rembado che per quest’anno prevede «un doloroso aumento di bocciature a meno che qualcuno non usi carte truccate».
Pure Massimo Di Menna, segretario nazionale Uil scuola, chiede un intervento rapido sui debiti in modo che il prossimo anno si possa partire con le idee chiare. Esclude invece sia possibile fare qualcosa per l’anno in corso. «Ci vuole un sistema flessibile perché gli studenti hanno tempi di recupero diversi», insiste Di Menna che sottolinea anche l’urgenza di «un nuovo sistema di reclutamento per i docenti altrimenti si creerà un nuovo precariato».