Lezioni di spagnolo: ordine e sicurezza

(...) Di giorno e di notte, ho visto folle strabocchevoli invadere ristoranti, bar, pubs, cervezerias, negozi, grandi magazzini, cinema, teatri, sotto l'occhio vigile di migliaia - sottolineo: migliaia - di tutori dell'ordine a piedi in moto in auto: tutti - sottolineo: tutti, maschi e femmine - armati di manganello manette e revolver. Tant'è che in quattro giorni non ho udito l'ulular d'una sirena! Semplicemente, passeggi tranquillo e sereno, senza imbatterti in un pezzo di carta a terra, con l'impressione che, ovunque tu ti trovi, nulla di spiacevole ti possa capitare.
Più giravo, più mi veniva da ridere - faccio per dire - al pensiero dei nostri «pacifisti» d'ogni foggia e dimensione che hanno l'impudenza di strepitare contro l'impiego di qualche centinaia di nostri soldati armati - pensa tu: soldati armati! - a difesa di precisi obiettivi sensibili. Zitto zitto, quatto quatto, il «loro» Zapatero progressista pacifista laico e antifascista intelligentemente s'è messo a raccogliere passerotti sulla strada di Aznar, sfruttando l'immane lavoro di Aznar. E questi sono i risultati. Per prendere il treno o ti fai la tessera o devi procurarti il biglietto per tempo, anche il giorno avanti, perché nessuno può viaggiare in piedi, tutti i posti vanno prenotati. Le indicazioni, visive e sonore, sono perfette. Per accedere ai convogli devi passare metal detector e accurato controllo di polizia come in aeroporto. Le carrozze sono tutte modernissime, funzionali e linde che più non si può. L'alta velocità - a media e lunga percorrenza - è gradevolissima.
Dimenticavo: le maree di giovani e meno giovani che sommergono le calienti serate e nottate del venerdì e del sabato sono inenarrabili. E la mattina seguente non scorgi un segno per strada.
In compenso, l'aereo diretto Genova-Madrid - perfetti l'orario e il volo Iberia, pietoso il panino di conforto - non ha caricato, guardandosi dall'avvertirmi, la mia valigia, destinandola a Madrid via Roma, perché - ho saputo dopo - «l'aereo era troppo carico»! La valigia, contenente l'intero vestiario mio e di mia moglie rimasti in braghe di tela, mi è giunta in albergo a Madrid, naturalmente spaccata, solo la sera prima del ritorno a Genova, ad onta che avessi ripetutamente reclamato. Ecco finalmente una cosa storta. Avviso ai naviganti: chi volerà d'ora in poi con Iberia, prenda le precauzioni del caso.