L'Fbi non paga la bolletta Saltano le intercettazioni

Il programma di
intercettazioni segreto del governo è inciampato in un ostacolo inatteso: il
mancato pagamento delle bollette mensili da parte degli agenti della polizia federale. Lo ha scoperto un'inchiesta interna del ministero della Giustizia: centinaia di bollette inevase

Washington - L’Fbi non paga, le compagnie dei telefoni tagliano i fili. Il programma di intercettazioni segreto dell’amministrazione Bush è inciampato in un ostacolo inatteso: il mancato pagamento delle bollette mensili da parte degli agenti della polizia federale. Lo ha scoperto un’inchiesta interna del ministero della Giustizia. In cinque dei 56 uffici del Bureau sul territorio un’audizione del ministero ha trovato centinaia di bollette inevase che hanno indotto le compagnie dei telefoni a sospendere i servizi minacciando l’integrità dei programmi di sorveglianza undercover del Bureau su sospetti terroristi e criminali comuni. "Si è arrivati al punto che alcune società hanno letteralmente tagliato i fili delle linee dedicate alle intercettazioni", si legge in una sintesi del rapporto dell’ufficio dell’Ispettore generale del ministero Glenn Fine: cinque paginette su 87 che tuttavia sono sufficienti a dare uno spaccato di malcostume e caos finanziario.

Su un migliaio di bollette esaminate, più della metà non sono state pagate in tempo, tra queste un conto di 66 mila dollari ricondotto ad un agente il cui nome è rimasto anonimo. Il portavoce dell’Fbi Richard Kolko ha dichiarato che in tutti i casi menzionati nel rapporto le informazioni intercettate sono state recuperate una volta che sono stati saldati conti. Le rivelazioni hanno provocato un tam tam di indignazione tra i movimenti che si battono contro l’invasione della privacy nei programmi di intercettazioni segrete decise dall’amministrazione Bush dopo l’11 settembre: "Se non fosse da piangere sarebbe ridicolo", ha commentato Michael German, un ex agente dell’Fbi passato all’American civil liberties union.

German se l’è presa anche con le compagnie dei telefoni, a suo avviso troppo acquiescenti quando si è trattato di prestare i loro servizi a un programma che secondo la maggioranza degli americani è illegale: "Sembra che credano all’Fbi quando dice che il mandato è in arrivo per posta, ma quando è in gioco l’assegno non sono altrettanto flessibili". Il rapporto di Fine è l’ultimo in una serie di inchieste dell’Ispettore Generale sul malcostume finanziario del Bureau of Investigation federale che ha già messo in luce problemi cronici nei libri contabili e la sparizione di centinaia di armi e di laptop.

In questo caso, spulciando i dossier di 35 dipendenti, Fine ha scoperto che una buona metà aveva fatto bancarotta o aveva avuto altri problemi personali. In un caso, finito nel 2006 davanti al giudice, uno specialista di telecomunicazioni si era dichiarato colpevole di aver rubato oltre 25 mila dollari da fondi che avrebbero dovuto servire a pagare servizi telefonici.