«Li affideremo ai servizi sociali»

da Bari

Se ne occupino i servizi sociali appena dovessero essere ritrovati: è questo l'ultimo atto giudiziario legato alla sorte di Francesco e Salvatore, i fratellini di 13 e 11 anni scomparsi da lunedì scorso a Gravina in Puglia.
Il provvedimento è stato disposto dal giudice del tribunale per i Minori di Bari, Concetta Potito, lo stesso magistrato che una ventina di giorni fa ha affidato i bambini al padre. Una storia complicata. La storia di un'infanzia compromessa da una separazione rivelatasi un trauma tutt'altro che superato, la storia di uno choc che col passare del tempo ha lasciato il segno e ha continuato a scavare nel cuore di due ragazzini. Francesco e Salvatore più volte avrebbero manifestato il disagio per quella situazione che ha cominciato a delinearsi otto anni fa, quando è naufragato il matrimonio dei genitori.
Prima la separazione, quindi l'affidamento dei fratellini in un istituto, fuori città. Sono trascorsi cinque mesi, il procedimento dinanzi al tribunale per i Minorenni è andato avanti. Poi il ritorno. I ragazzini sono stati assegnati al padre, Filippo Pappalardi, ritenuto più adeguato dai giudici. L’uomo vive con la nuova compagna e altri tre bambini: due figli della donna, uno nato dalla loro unione. La madre di Francesco e Salvatore, Rosa Carlucci, vive con un uomo, un pensionato della Fiat, a Santeramo in Colle, un paese vicino: con loro c'è la sorella quindicenne di Francesco e Salvatore.
La vicenda giudiziaria legata alla sorte dei fratellini è andata avanti, fino a quando, venti giorni fa, il giudice Potito non ha appunto disposto l'affidamento al padre. Ma la legge è una cosa, i sentimenti, purtroppo, sono un’altra. Spesso trascurati.