«Li avevamo visti partire felici per Cortina»

Il proiettile si è conficcato in un armadio Sull’episodio indagini della polizia

I vicini di casa in via Zebedia 9 li hanno visti sabato pomeriggio caricare le valigie in auto, felici e sorridenti come sempre: «Andiamo a passare Capodanno da mio fratello a Cortina». Poi nella notte la tragedia: una scintilla dal caminetto innesca un incendio: Sebastiano, sei anni, muore soffocato, il fratello Enrico 10 anni, intossicato forse in maniera irreversibile, Costantino, 48 anni, il padre, ustionato seriamente su tutto il corpo.
«Una famiglia così unita, così felice, non ci posso credere. Lui una persona educata, gentile. I ragazzini, due veri gioielli, il piccolino poi...» commenta ora un vicino che non riesce a trattenere la commozione. «Quando ho saputo della tragedia mi sono stretto al petto i nipoti che hanno la stessa età, rabbrividendo pensando che poteva capitare a loro».
I Cutolo si erano trasferiti al secondo piano di una sobria palazzina del 600, all’angolo con piazza Sant'Alessandro, tre anni fa, dopo la separazione dei due coniugi. Una circostanza che tuttavia non aveva impedito a Costantino di mantenere una certa armonia in famiglia. Aveva infatti assunto una bambinaia indiana che seguiva amorevolmente i due ragazzi quando lui era occupato come avvocato nel noto studio Ichino, forse uno dei più importanti d’Italia, soprattutto in materia di diritto del lavoro.
Il legale aveva concluso la settimana lavorativa e sabato si era preparato a raggiungere il fratello che ha una casa a Cortina. Verso le 16.30 i vicini lo hanno visto caricare le valigie in auto, far salire i figli e la tata indiana e partire per passare il Capodanno in montagna. Lorenzo, fratello minore di Costantino, ha infatti sposato Marina Faccioli, figlia di Giorgio, il fondatore della catena Ritz Sadler con punto vendita, tra l’altro, anche in via Manzoni. I coniugi possiedono un appartamento al pian terreno di un vecchia casa alla periferia di Cortina, dove appunto si sono sistemati fratelli e nipoti. Nella notte la tragedia, una scintilla dal caminetto, il fumo, il monossido di carbonio, il gas stordisce tutti e solo il tempestivo arrivo di Lorenzo evita la strage. La tragedia comunque si accanisce particolarmente sulla famiglia di Costantino: morto il figlio di sei anni, lui in prognosi riservata al centro grandi ustionati di Padova, l’altro figlio all’ospedale di Belluno con i sintomi di una intossicazione giudicati molto preoccupanti dai medici che ora disperano di salvarlo.