«Li ho appena compiuti: ho notato un certo calo»

Allora Rocco Siffredi, l’«Economist» dice che l’uomo è veramente felice dai 46 in poi.
«Ma cosa? Centimetri? Donne?».
Siffredi non fraintenda. Parliamo di anni, e visto che lei ha da poco compiuto i 46 volevamo sapere se ha raggiunto la piena felicità.
«No, tutt’altro».
In che senso?
«Proprio a 46 anni ho avuto un decadimento fisico, ho subìto tre operazioni: all’occhio, alla schiena e alla spalla».
Insomma belle sfighe...
«Sì, i medici mi hanno detto che ho usato il fisico tre volte di più di quello che mi permetteva. Però almeno una cosa mi ha reso felice a questa età».
Quale?
«Sono tornato davanti alla telecamera con ottimi risultati».
Eh già, perché a 40 anni ha smesso di fare l’attore per diventare regista. Poi è tornato indietro. Mancanza di stimoli?
«No, semplicemente mi sono reso conto che non mi piaceva stare dietro la telecamera».
Eppure proprio verso i 40 anni per l’«Economist» ci sarebbe il picco negativo. Lei l’ha avuto?
«Sì, diciamo che quando ho compiuto 42 anni ho avuto il down, ho capito che qualcosa stava cambiando, ma l’ho comunque affrontato con tranquillità».
Mentre intorno ai vent’anni ci sarebbe poco spazio per la realizzazione personale e il detto “i soldi non fanno la felicità” sarebbe vero.
«Ecco, su questo concordo. A quei tempi avevo soldi, all’incirca 4mila donne, eppure quando tornavo a casa mi sentivo solo».
E arriviamo poi allo spartiacque dei 46...
«Io credo di più che la felicità sia data da quello che realmente ci rende felici».
Che fa, dispensa pillole di saggezza?
«No, dico quello che penso. E adesso la famiglia, i miei figli sono la cosa che più mi rende soddisfatto».
E se le dicessi che per l’Economist a 82 anni si raggiunge l’apice della felicità?
«Benissimo, saremo sempre più duri».