«Li ho visti, cercavano sciamani»

da Milano

È ancora un mistero, per nor dire un giallo, la scomparsa in Ecuador dei due giovani italiani Denis Tronchin, 29 anni, ed Emiliano Eva, 28 anni. E rischia, salvo colpi di scena per il momento non immaginabili, di durare a lungo.
«È come cercare un ago in un pagliaio», spiega un funzionario italiano che segue le indagini a Quito, sottolineando che per il momento gli inquirenti si aggrappano all'unico dato certo nello loro mani: il pernottamento dei due il 6 agosto nell'Hostal Colibrì di Puyo, nella provincia di Pastaza, con il proposito di prendere un autobus diretto alla costa, forse verso Guayaquil. Sergio Tito, italiano emigrato da Napoli e proprietario da nove anni dell'Hosta Colibrì, conferma di ricordare il passaggio dei sei italiani anche se, spiega, «non posso dire il giorno esatto, perchè la mia è una struttura alla buona, di sette stanze, e non è che teniamo un registro preciso delle presenze. Comunque sicuramente era all'inizio di agosto. Hanno lasciato da me i bagagli e poi sono venuti a riprenderli».
«Mi ricordo - prosegue - che Emiliano e Denis dissero che volevano andare sulla costa, per fare un po’ di mare». L’uomo ha poi precisato che che da tre anni lo sciamano italiano Francesco de Giorgio porta gruppi di escursionisti nel suo ostello: «Qui la gente viene per la foresta amazzonica, ma anche per incontrare le tribù che praticano lo sciamanesimo. Moltissime agenzie turistiche di Puyo espongono cartelli che pubblicizzano proprio questo genere d’avventura».
Ma i pericoli non mancano, avverte Tito: «Le esperienze sono forti e durante i riti sacri degli indigeni si fa spesso uso di allucinogeni, come la cosiddetta ayauasca, che permettono di entrare in trance».
È possibile che i due giovani siano stati vittime di un assalto? «Lo ritengo poco probabile per quello che riguarda Puyo - ha assicurato Tito - perchè qui la gente è pacifica. Diverso è per Guayaquil, la città portuale e industriale dove i due potrebbero essersi diretti con un autobus».