«Libération con Caracciolo ce la farà»

da Milano

«Abbiamo un piano su tre anni. Prevediamo un ritorno all'equilibrio a fine 2007. Inizieremo a registrare utili nel 2008». Ad affermarlo, in un'intervista a Le Monde, è Edouard de Rothschild, il primo azionista del quotidiano Libération con una quota del 38,7%. «È un piano rigoroso - sottolinea il finanziere -, basato su delle ipotesi di vendite e di entrate pubblicitarie piuttosto conservatrici. La sfida è grande ma nelle ultime settimane abbiamo dimostrato che la mobilitazione è possibile e che possiamo riuscirci. È estremamente doloroso ma credo che non ci siano altre strade percorribili». Con la ricapitalizzazione di Libération, nel cui capitale è entrato a titolo personale il presidente onorario del gruppo L'Espresso e co-fondatore di Repubblica, Carlo Caracciolo, che ha sottoscritto azioni per 5 milioni di euro ed è diventato il secondo azionista del gruppo con il 33,3%, «abbiamo superato una tappa importante per la sopravvivenza di Libération» sottolinea Edouard de Rothschild che ha sempre «avuto la certezza che lavorando tutti assieme avremmo trovato una soluzione». De Rothschild rende omaggio «agli sforzi dei dipendenti, dei creditori e alla responsabilità della Scpl», la società civile del personale di Libération, «e ai sindacati: ognuno - aggiunge - ha mantenuto i propri impegni. Avevo detto che avrei apportato risorse finanziarie se tutte le condizioni erano riunite, l'ho fatto, e in più porto le competenze di Carlo Caracciolo», una persona che «rappresenta una formidabile opportunità considerata la sua esperienza nel settore».