Libano ancora in fiamme, battaglia nel Nord: uccisi 6 miliziani qaidisti

Beirut - Nuovi scontri sono tornati a scoppiare in mattinata nel Libano settentrionale, dove le truppe regolari all’alba avevano assaltato una zona boscosa nei pressi della cittadina di Qalamoun dove, secondo una segnalazione anonima, si sarebbero asserragliati guerriglieri di Fatah al-Islam, il gruppo ultra-radicale considerato alleato sia di al-Qaida sia dei servizi segreti siriani, che per quaranta giorni ha impegnato l’Esercito di Beirut in un sanguinoso assedio al non lontano campo profughi palestinese di Nahr al-Bared, alle porte di Tripoli. Lo hanno reso noto fonti delle forze di sicurezza, secondo cui gli integralisti hanno risposto al fuoco ma, anche grazie all’intervento degli elicotteri riferito da testimoni oculari, sembrano aver avuto la peggio: sei i miliziani rimasti uccisi, tra cue almeno due di nazionalità libanese e tre sauditi.

La zona è fitta di grotte e cunicoli che possono essere utilizzati come nascondigli; Qalamoun si trova appena 5 chilometri a sud di Tripoli, e il mese scorso nei paraggi gli uomini di Fatah al-Islam tesero ai governativi un’imboscata mortale, all’origine dei combattimenti di Nahr al-Bared che sono complessivamente costati la vita a non meno di 194 persone: 84 militari, settanta ribelli e quaranta civili. Una battaglia analoga la settimana scorsa era divampata nel cuore della città portuale, dove fu distrutto un covo di Fatah al-Islam: morirono sette estremisti.