Libano, attentato a un bus militare: 6 vittime

Un’autobomba si è schiantata oggi contro un bus che
trasportava soldati dell’esercito nel nord del Libano, uccidendo almeno sei persone e ferendone una trentina. Secondo le forze dell'ordine l'attacco era diretto alle istituzioni militari<br />

Tripoli - Almeno sei morti e 30 feriti. Ancora un attacco all’esercito libanese: un’autobomba è esplosa questa mattina al passaggio di un pullman militare a Tripoli, nel nord del Paese.

Il tragico attacco Secondo l’emittente televisiva del Qatar al Jazeera, tre delle persone morte a causa della deflagrazione sono soldati dell’Esercito libanese. Stando all’emittente radiofonica locale Voce del Libano, l’esplosione sarebbe avvenuta alle 7.44 ora locale (le 6.44 in Italia) al passaggio di un mezzo militare. Secondo altre fonti, invece, si trattava di un autobus pubblico a bordo del quale vi erano molti soldati. Per il sito web di An Nahar, a bordo del mezzo colpito dall’esplosione vi erano 24 persone. Stando alle prime informazioni disponibili, l’autobomba è stata fatta esplodere con un detonatore controllato a distanza.

Una situazione politica difficile L’attentato è stato messo a segno mentre il Parlamento libanese è impegnato in una delicata discussione sulla nuova legge elettorale, che dovrà essere applicata nelle legislative della prossima primavera. Aprendo la sessione odierna, il presidente dell’Assemblea, lo sciita Nabih Berri, ha affermato che l’attentato di Tripoli è un atto di "terrorismo che ha per obiettivo la riconciliazione nazionale" e ha sottolineato che l’esercito rappresenta "la spina dorsale dello Stato". Tripoli, a circa 90 km a nord di Beirut, nei pressi del confine con la Siria, è stata teatro per diverse settimane nei mesi scorsi di violenze tra gruppi musulmani sunniti e alawiti rivali, che hanno causato oltre 20 morti e che sono scemati solo quando il laeder sunnita Saad Hariri e quello alawita Ali Eid hanno raggiunto un accordo l’8 settembre scorso. Allo stesso tempo, i massimi leader politici libanesi hanno avviato il 16 settembre un processo di "dialogo nazionale" sotto gli auspici del presidente, il cattolico maronita Michel Suleiman, che prima della sua elezione alla massima carica dello Stato, il 25 maggio, era il comandante dell’esercito. 

I precedenti attentati L’attacco ricorda quello dello scorso 13 agosto, quando nove soldati e cinque civili sono morti in un attentato sferrato sempre a Tripoli contro un autobus su cui viaggiavano molti militari. L’estate dello scorso anno, nel campo profughi palestinesi di Nahr al-Bared, nei pressi di Tripoli, l’Esercito libanese è stato impegnato per 15 settimane in una lunga e sanguinosa battaglia contro i miliziani integralisti di Fatah al-Islam. Nei mesi scorsi, poi, la città è stata per diverse settimane teatro di violenti scontri tra gruppi rivali, sunniti e alawiti, che hanno provocato oltre 20 morti. All’inizio del mese, per porre fine alle violenze, i leader delle due comunità hanno raggiunto un accordo per riportare la pace nella città.