Libano, esplode bomba a Tripoli: una vittima

Un morto e 22 feriti in
seguito a un’esplosione in un edificio di cinque piani di
un quartiere sunnita di Tripoli. Non è ancora
chiara la causa dell’esplosione

Tripoli - Un morto e 22 feriti in seguito a un’esplosione in un edificio di cinque piani di un quartiere sunnita di Tripoli. Le cifre sono state fornite da fonti mediche. Non è ancora chiara la causa dell’esplosione. Domenica scorsa a Tripoli sono morte nove persone in scontri tra i sostenitori sunniti del governo e gli alawiti vicini all’opposizione. Tripoli è retta da una coalizione antisiriana a maggioranza sunnita.

L'esplosione Una persona è rimasta uccisa in seguito alla forte esplosione che ha scosso un edificio di cinque piani all’alba di oggi nel quartiere sunnita di Bab al Tebbaneh, a Tripoli (Nord del Libano). La deflagrazione ha mandato in frantumi i vetri delle finestre degli immobili vicini e ha provocato danni alle auto parcheggiate nella strada. Non è ancora chiara la causa dell’esplosione, avvenuta nella città dove nove persone sono rimaste uccise domenica in scontri divampati tra i sostenitori sunniti del governo e gli alawiti vicini all’opposizione. Tripoli è retta da una coalizione antisiriana a maggioranza sunnita.

Disordini interni L’emittente televisiva privata Lbc cita testimoni secondo cui uomini non identificati hanno piazzato una borsa nera piena di esplosivo all’entrata dell’edificio nel sobborgo Bab al Tebbaneh alle porte di Tripoli, a circa 90 km a Nord di Beirut. L’esplosione è avvenuta alle 5:30 e ha devastato l’edificio. Il degradato sobborgo sunnita Bab al Tabbaneh è stato teatro nel fine settimana e nei giorni scorsi di scontri di strada che sono costati la vita a nove persone e che hanno riguardato anche il vicino sobborgo Jabal Mohsen, abitato soprattutto da membri della comunità musulmano alawita, la stessa a cui appartiene anche la famiglia del presidente siriano Bashar al Assad. Le battaglie, in cui sono stati utilizzate armi automatiche e razzi anticarro, sono finite quando nella zona è stato dispiegato l’esercito. Tuttavia, da allora, non sono state confiscate armi e non è stato raggiunto alcun accordo politico tra sunniti e alawiti, che già si sono combattuti duramente negli anni della guerra civile (1975-1990).