Libano, Lega Araba in campo per risolvere la crisi

L’inviato speciale sudanese, Mustafa Ismail, è comunque possibilista dopo l’incontro col premier Siniora e col presidente del Parlamento, lo sciita Berri

Beirut. In Libano, «la situazione è molto pericolosa» ma, all'indomani della colossale manifestazione a Beirut dell'opposizione guidata da Hezbollah, i mediatori della Lega Araba tornano in campo per cercare di trovare uno sbocco all'esplosiva crisi nel Paese dei Cedri, dopo aver incassato l'appoggio della Siria, principale sostenitrice con l'Iran del movimento sciita libanese. A un tempo allarmato e possibilista, è stato questo il messaggio che il sudanese Mustafa Osman Ismail, inviato speciale in Libano del segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa, ha lanciato ieri dopo un primo giro d'incontri a Beirut. Il mediatore della Lega Araba ha presentato il piano di pace in sette punti che, oltre a elezioni presidenziali anticipate, prevederebbe l’allargamento del governo libanese in modo tale che impedirebbe alla maggioranza di avere la maggioranza qualificata e assicurerebbe una minoranza di blocco all’opposizione. Ma in attesa di una svolta, nel centro di Beirut prosegue l'assedio di migliaia di manifestanti al Gran Serraglio, il Palazzo del governo dove il premier Fuad Siniora è da ormai 11 giorni trincerato con i suoi ministri.
A Beirut Ismail ha incontrato il premier Siniora e il presidente del Parlamento e leader sciita Nabih Berri, ma le uniche dichiarazioni le ha rilasciate al termine del colloquio con il Patriarca cattolico-maronita, cardinale Nasrallah Sfeir. «Stiamo discutendo un meccanismo per mettere in pratica l'iniziativa dei vescovi», ha detto Ismail, riferendosi al documento con cui la Conferenza episcopale maronita ha invitato alla formazione di un «governo d'intesa» per preparare elezioni anticipate e alla sostituzione anzitempo del contestato capo dello Stato, il filosiriano Emile Lahud.