Libano, la minaccia di al Qaida raggiunge i soldati dell’Unifil

da Beirut

La minaccia del terrorismo si sta avvicinando all’Unifil, la forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Sud del Libano, il cui contingente più numeroso, con 2.500 soldati, è quello italiano. Lo ha scritto ieri il quotidiano libanese As Safir, citando anonime fonti diplomatiche arabe a Beirut, le quali hanno affermato che le autorità libanesi «non devono prendere le cose alla leggera» dopo i tre giorni di battaglia tra l’esercito libanese e i miliziani del gruppo integralista Fatah al Islam, vicine ad al Qaida, arroccati nel campo palestinese di Nahr al Bared, nel Nord del Paese.
«Le autorità libanesi devono comprendere che il pericolo sta iniziando ad avvicinarsi all’Unifil», hanno affermato le fonti, mentre As Safir afferma che «notevoli misure preventive sono state adottate di recente dall’Unifil e dalle organizzazioni internazionali e da alcune ambasciate» a Beirut. Fatah al Islam ha rivendicato gli attentati che hanno scosso Beirut domenica e lunedì e sembra che sia responsabile anche di quello compiuto mercoledì sera nella cittadina di Alay.
Questi attentati, stando alle fonti citate dal quotidiano, sono «un messaggio» di Fatah al Islam per far comprendere alle autorità libanesi che il gruppo «ha alleati fondamentalisti al di fuori del campo, in particolare al Qaida» che, scrive As Safir, ha consolidato la sua presenza in Libano in seguito alla guerra della scorsa estate tra Israele e il movimento sciita Hezbollah.
In proposito l’agenzia di stampa libanese “Nna” riferisce che Israele ha messo ieri in stato d’allerta le sue truppe lungo il confine con il Libano, anche perché oggi cade il settimo anniversario del ritiro israeliano dal sud del confinante Paese dopo 22 anni di occupazione e non esclude attacchi dei guerriglieri hezbollah. La “Nna” aggiunge che anche l’esercito libanese è in stato d’allerta e l’Unifil presta particolare attenzione a eventuali movimenti sospetti.
La notizia dell’agenzia libanese è stata tuttavia smentita da fonti militari israeliane. Un portavoce delle Forze armate ebraiche ha aggiunto: «Non diamo mai informazioni sulle nostre mosse».
Nel Libano settentrionale la situazione è sempre tesa. L’esercito ha messo ieri in guardia i miliziani di Fatah al Islam dal lanciare nuovi attacchi contro le truppe che circondano il campo profughi palestinese di Nahr el Bared.