Libano, un piano degli integralisti per uccidere il patriarca maronita

Il gruppo integralista di Fatah al-Islam - i cui miliziani asserragliati nel campo profughi palestinese di Nahr al-Bared, nel nord del Libano, hanno resistito per 105 giorni all’esercito libanese - stavano pianificando un attentato contro il Patriarca cattolico-maronita Nasrallah Sfeir, dopo aver ucciso il ministro dell’Industria cristiano Pierre Gemayel. Lo ha riferito ieri il quotidiano As-Safir. Citando fonti giudiziarie, il quotidiano ha aggiunto che - oltre all’assassinio di Gemayel (21 novembre 2006) e al duplice attentato ai minibus di pendolari di Ain al-Alak (tre morti, 13 febbraio 2007) - Fatah al-Islam progettava di uccidere il Patriarca e aveva cominciato a seguirne gli spostamenti.
L’altro quotidiano libanese L’Orient-Le Jour ha dal canto suo riferito che, nella riunione del governo del premier Fuad Siniora a cui ha partecipato lunedì, il comandante in capo dell’esercito, generale Michel Suleiman, ha affermato che - nonostante la vittoria delle truppe governative contro i miliziani di Fatah al-Islam dopo 105 giorni di combattimenti - il Libano è «alla soglia di un grande scontro con i terroristi».