Via libera al «Bancone» Popolare

Il Banco Popolare supera il modello federale e diventa una banca unica. La rivoluzione è stata varata ieri dal consiglio di gestione e da quello di sorveglianza dell'istituto veronese che hanno approvato la nascita di una «grande banca al servizio del territorio», ribattezzata Banco Popolare delle Banche del Territorio, dove verranno integrate le Popolari di Verona, Novara, Lodi e la Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno. Il Credito Bergamasco, pur essendo parte del nuovo modello di business, resterà invece separato dal punto di vista societario. Il nuovo Banco conserverà, comunque, la forma giuridica cooperativa e assumerà il ruolo di banca operativa organizzata su un modello territoriale. L’impatto sull’utile netto del gruppo delle sinergie previste è stimato, a regime, in oltre 90 milioni annui, di cui 50 derivanti da minori oneri operativi e imposte, prevalentemente per riduzione dell’Iva sui servizi e della doppia imposizione fiscale sui dividendi infragruppo. Con la riorganizzazione viene aggiornato il piano industriale recentemente approvato, prevedendo come nuovo target un utile netto pari a 647 milioni al 2013 (+44 milioni) e a 997 milioni nel 2015 (+67 milioni). Non solo. Il piano prevede anche l’eliminazione della governance duale: verrà istituito un cda composto da massimo 24 membri e «la scelta del presidente - si legge in una nota - sarà riservata all’assemblea e sottratta al vigente vincolo territoriale, ferma la facoltà dei territori delle tre popolari fondatrici, ove non esprimano il presidente, di indicare un vicepresidente ciascuno». La rivoluzione del Banco è già stata premiata dal mercato: il titolo ha infatti brillato per l’intera seduta, chiudendo con un balzo del 5,7 per cento.