Via libera a Bpu-Lombarda A marzo le assemblee dei soci

Ok unanime dai cda. «Sbi» il nome provvisorio. Gli equilibri nel capitale e l’ipotesi di una Sicav per i grandi azionisti bresciani

Massimo Restelli

da Milano

«Sbi, Società Banche Italiane»: questo il vessillo, ancorchè provvisorio, sotto cui si riuniranno le forze di Bpu e Banca Lombarda. Terminata la due diligence, le nozze sono state confermate ieri all’unanimità dai rispettivi consigli di amministrazione insieme al concambio e alle tecnicalità da cui nascerà il quarto gruppo del Paese per numero di sportelli (quasi 2mila) a fronte di 13 miliardi di capitalizzazione pro-forma, 112 miliardi di attivo e 746 milioni di utile (oltre 1,4 miliardi l’obiettivo al 2009).
L’ultima parola spetta alle assemblee dei soci in agenda il 3 marzo (il giorno precedente in prima convocazione). Tecnicamente si tratta di una fusione per incorporazione del gruppo bresciano in quello mutualistico bergamasco presieduto da Emilio Zanetti ma l’accordo appare sostanzialmente paritetico sia dal punto di vista della governance dualistica sia da quello del capitale. Che post fusione farà capo per il 54% agli azionisti Bpu Banca e al 46% a quelli di Lombarda.
Gli azionisti del gruppo guidato dall’ad Corrado Faissola saranno infatti iscritti ipso facto nel libro soci della nuova capogruppo popolare per cui dovrà essere individuato anche il nome definitivo.
Cui si aggiunge l’accorgimento di fare probabilmente confluire in un’apposita Sicav le quote dei grandi soci bresciani, così da superare i limiti al possesso azionario del credito cooperativo, in attesa di un eventuale cambiamento della normativa. Soluzione che dovrebbe interessare in primo luogo Romain Zaleski, il finanziere legato a doppio filo a Giovanni Bazoli che come vicepresidente di Lombarda è stato tra i grandi fautori della fusione. Complice probabilmente la necessità di mettere al sicuro da un eventuale attacco esterno sia la banca sia la propria partecipazione in Intesa: sarebbero infatti state 4 le offerte sul tavolo stilate da gruppi internazionali. A ventilare il ricorso a una Sicav è stato ieri Gino Trombi che è candidato a sedere, in alternativa ad Alberto Folonari, alla presidenza del comitato di soverglianza del gruppo (23 i posti complessivi). Il comitato di gestione (10 i consiglieri per il primo mandato) sarà invece affidato a Zanetti con Giampiero Auletta Armenise come amministratore delegato.