Via libera di Bruxelles ai conti pubblici italiani

Almunia: «Resta l’incertezza per le elezioni e i futuri tassi di crescita»

Gian Battista Bozzo

da Roma

Via libera ufficiale della commissione Ue alla legge finanziaria 2006 ed al percorso di rientro dall’extra-deficit delineato dal governo italiano. Un «sì», quello dell’esecutivo europeo, che significa il congelamento della procedura d’infrazione nei confronti del nostro Paese adottata dall’Ecofin nel luglio scorso. «La procedura per il momento non andrà avanti - dice la Commissione nel parere approvato ieri a Bruxelles - e tuttavia, nel caso in cui le misure non vengano attuate in pieno o si rivelino inefficaci, si renderebbero necessarie ulteriori misure correttive».
Giulio Tremonti si definisce «molto contento, direi entusiasta» della sospensione della procedura nei confronti dell’Italia, decisa dalla Commissione. «È stato smentito il teorema secondo cui i nostri conti pubblici sarebbero allo sfascio - spiega il ministro dell’Economia subito dopo la conclusione della riunione del Cicr -. I conti italiani hanno delle criticità, ma non sono fuori rotta: abbiamo condotto in porto una Finanziaria seria in un periodo di difficoltà, la promozione di Bruxelles ce la siamo meritata».
Secondo la Commissione, l’Italia ha preso «misure coerenti con le raccomandazioni» dell’Ecofin, per riportare cioè il disavanzo entro il 3% del pil alla fine del 2007 effettuando una correzione strutturale del deficit pari all’1,6% del pil nel biennio 2006-2007: «Per il momento non sono necessari ulteriori passi nella procedura», si legge nel parere. E l’eurocommissario agli Affari economici Joaquin Almunia conferma d’aver concesso una «apertura di credito» al nostro Paese, anche se quest’atto di fiducia non rappresenta «un assegno in bianco». L’Italia, spiega Almunia, non ha ancora fornito i dettagli della manovra del 2007, «ma gli obiettivi sono obiettivi, e se sono coerenti col percorso di rientro dal deficit chiesto da Bruxelles, allora siamo contenti». La Commissione si riserva ovviamente di valutare le misure della finanziaria 2007 per verificare la loro coerenza con la raccomandazione dell’Ecofin.
Almunia, che è un politico di lunga data, sa bene che sugli obiettivi di bilancio pesano alcune incognite. La principale è l’incertezza legata alle elezioni. Vi è anche, aggiunge il commissario, una qualche incertezza legata all’andamento dell’economia italiana. Tuttavia, secondo la Commissione, la «leggera limatura al ribasso» delle stime sulla crescita economica italiana di quest’anno - dall’1,5% previsto lo scorso autunno a un più modesto 1,3% - «non modifica in maniera significativa la valutazione del programma di stabilità italiano», relativo all’andamento di medio termine dei conti pubblici. Una valutazione, quella fatta dalla Commissione, che fa giustizia delle grida di dolore lanciate martedì dal centrosinistra sulle sorti nella nostra economia.
Secondo gli impegni presi dall’Italia, il rapporto deficit-pil dovrebbe rientrare alla fine del 2007 ben sotto il limite del 3%, situandosi al 2,7%. La limatura della crescita del pil, ipotizzata dalle previsioni della Commissione rese note martedì, non dovrebbe modificare in maniera determinante questo scenario. Anche perché, in realtà, la riduzione della stima di crescita per l’Italia è determinata da un possibile fatto statistico, cioè la scarsa crescita del prodotto nel quarto trimestre 2005. Per avere stime corrette, bisognerà attendere - la prossima settimana - i dati conclusivi 2005 dell’Istituto nazionale di statistica.
Oltre al via libera alla Finanziaria italiana, la Commissione Ue ha apprezzato le nuove cifre annunciate dal governo di Angela Merkel sul deficit tedesco 2005, giunto al 3,3% contro il 3,5% previsto. «Sono dati molto positivi», commenta Almunia. La prossima settimana l’esecutivo comunitario valuterà il programma di risanamento dei conti pubblici della Germania, e Berlino spera in un giudizio positivo.