Via libera di Bruxelles all’Opa di E.On sulla spagnola Endesa

L’Ue spiana la strada ai tedeschi: «Nessun problema di concorrenza» E a maggio si apre la procedura di infrazione contro Madrid

Massimo Restelli

da Milano

Bruxelles assegna un punto a favore di E.On nella gara con Gas Natural per la conquista di Endesa. La partita ha risvolti sia finanziari sia politici ma ieri l’Unione Europea ha dato il proprio via libera alla maxi offerta promossa dal colosso tedesco. Il verdetto, che non ha ravvisato ostacoli sotto l’aspetto della concorrenza, promette di rivoluzionare il risiko dell’energia del Vecchio Continente contrastando le tensioni protezionistiche emerse in molti Paesi. Soprattutto se prenderanno corpo le attese secondo cui il 3 maggio il commissario Charlie McCreevy aprirà una procedura di infrazione contro Madrid. Il provvedimento dovrebbe mettere nel mirino i maggiori poteri discrezionali che il 24 febbraio il governo di José Luis Zapatero ha concesso all’Authority per l’energia iberica (Cne) per bloccare le eventuali scalate ostili provenienti dall’estero.
Madrid puntava a favorire la connazionale Gas Natural, ma la controffensiva della Commissione presieduta da Manuel Barroso potrebbe ampliarsi ripercuotendosi sul mercato dell’energia francese. Verificata l’intenzione di Enel di acquisire le attività di Electrabel, qualche mese fa Parigi è infatti corsa ai ripari proponendo una fusione tra la controllante Suez e il colosso pubblico Gaz de France. Un’operazione complessa che, oltre a trovare il sostegno dei maggiori azionisti, ha coinvolto il Parlamento transalpino. Il risultato è stato l’approvazione di un’apposita legge anti-Opa che concede alle società sotto scacco di aumentare il proprio capitale in chiave «difensiva». Tanto che Suez ha già convocato i soci in assemblea per il prossimo 5 maggio. Il matrimonio energetico che riporterebbe Suez sotto la mano pubblica potrebbe però trovare ostacoli in sede Ue. Riassegnando qualche chance alla progettata espansione francese di Enel. Ma il gruppo potrebbe rientrare in gioco anche in Spagna, dove nei mesi scorsi aveva proposto a Gas Natural di rilevare gli asset che fossero stati messi sul mercato dopo la fusione. Si era parlato di un impegno da 4-5 miliardi per fare diventare la controllata Viesgo il quarto operatore del Paese ma lo schema potrebbe ora essere riproposto, almeno parzialmente, a E.On.
Tornando alla cronaca di ieri Gas Natural non ha commentato la decisione dell’Ue che è stata invece accolta con soddisfazione dal presidente di E.On Wulf Bernotat secondo cui è un passo fondamentale verso l’Opa che vale 29,1 miliardi rispetto ai 22,5 proposti da Gas Natural.