Via libera alla fusione tra Aem e acquedotto

La corsa per la privatizzazione dell’acqua supera un ostacolo ma se ne annunciano altri, forse insormontabili. I legali incaricati dal Comune di valutare se la fusione tra l’acquedotto, gestito da Mm, che è posseduta al 100% da Palazzo Marino, e l’azienda energetica Aem, di cui il Comune ha solo il 34%, sia fattibile dal punto di vista giuridico. «Servono approfondimenti, ma sembra che non ci siano preclusioni», riferisce l’assessore al Bilancio Mario Talamona, che ieri ha partecipato al gruppo di lavoro incaricato dal sindaco di studiare il piano. «A questo punto - aggiunge - diventa una questione di scelta politica». A giorni le conclusioni finiranno ad Albertini, ma che la privatizzazione sia destinata ad aprire scontri nella Cdl è scontato. Il commissario cittadino di Fi Luigi Casero frena: «Dal punto di vista giuridico mi sembra impraticabile, e anche i tempi sono molto stretti». Il vicesindaco De Corato è critico. Riferisce che «nessuno, neanche il sindaco, me ne ha parlato. Spero che finite le valutazioni giuridiche si sottoponga il progetto all'esame della maggioranza. Se avremo meno del 51%, non ha senso».