Libera l’ex brigatista Balzerani «Ennesima beffa per le vittime»

Partecipò all’omicidio Moro, scontava tre ergastoli. L’associazione delle famiglie: «Il governo preferisce stare coi carnefici»

da Milano

La compagna «Sara», alias Barbara Balzerani, alias la «primula rossa» delle Brigate rosse protagonista delle azioni più eclatanti del Partito armato come il sequestro Moro, torna libera. Romana, 57 anni, era in carcere dal 1985 per scontare tre ergastoli per una serie di delitti tra l'esecuzione dello statista democristiano, nonchè per l'uccisione a Genova di quattro carabinieri e il ferimento di un maggiore dell' esercito. L'ex terrorista fino a ora è stata in regime di semicarcerazione. Di giorno lavorava in una società di informatica e di sera doveva tornare in carcere per trascorrere la notte. Da oggi, invece, accede alla libertà condizionale. A concedere il provvedimento è stato il Tribunale di sorveglianza di Roma, accogliendo la richiesta dell'avvocato Michele Leonardi.
La decisione del tribunale ha ovviamente scatenato una ridda di polemiche contro il governo artefice, secondo l’opposizione, di una politica di garantismo a senso unico. «Una notizia che può aumentare la perdita di fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato» ha sottolineato il deputato di Forza Italia, Enrico Costa, che ha immediatamente inoltrato un’interrogazione parlamentare al guardasigilli. «Come si giustifica tanta clemenza - domanda Costa - nei confronti di chi è condannato a più ergastoli per crimini efferati? Possiamo ancora invocare la certezza della pena nel nostro ordinamento giudiziario? Simili eclatanti benefici sono davvero opportuni per la tenuta del sistema penale? Sono domande alle quali lo Stato deve una risposta».
Amarezza e delusione tra le file del sindacato delle forze di polizia. «Si continua nel premiare e liberare i terroristi - commenta Franco Maccari, segretario generale del Coisp - un'azione di Governo che appare precisa strategia di mettere a piede libero ed a volte utilizzare con incarichi persino parlamentari, coloro che hanno seminato morte e terrore, mettendo in discussione le istituzioni democratiche, in uno dei periodi politici più bui del nostro Paese». Indignato Bruno Berardi, presidente dell' Associazione familiari vittime del terrorismo «Domus civitas» che dice: «Di nuovo subiamo l'incoerenza di questo governo, ci sentiamo sconvolti, amareggiati e abbandonati. Questa è l'ennesima beffa, il nostro stato d'animo è di stupore e di dolore».
Dall’opposizione sono giunte bordate contro il provvedimento anche dal senatore azzurro Maurizio Sacconi, secondo cui «l'ulteriore provvedimento di clemenza conferma la sensazione di uno strano clima di perdono nei confronti di un fenomeno terrorista che non si è affatto esaurito». Ma anche nella maggioranza il caso non ha mancato di aprire qualche crepa. La deputata Silvana Mura dell’Italia dei Valori si è ad esempio detta «sconcertata, pur nel rispetto delle decisioni della magistratura». Per la Mura, «a tutto deve esserci un limite, e nel caso della Balzerani ci troviamo di fronte ad una persona condannata a ben tre ergastoli».