Libera la mamma della piccola Matilda uccisa con un calcio

«La prima cosa che voglio fare è andare a trovare Maty e portarle un girasole». Con queste parole, pronunciate tra le lacrime, Elena Romani, 32 anni, l'hostess di Legnano accusata di aver ucciso con un calcio sua figlia Matilda di 22 mesi, ha accolto la notizia di essere nuovamente una donna libera. Dopo quattro mesi di detenzione nel carcere di Vercelli, e cinque trascorsi agli arresti domiciliari a casa dei genitori a Merano, il provvedimento di scarcerazione arriva quasi inaspettato. «Non ci speravo più», ha aggiunto la donna con un filo di voce, confidandosi con i suoi difensori, Roberto Scheda e Tiberio Massironi, che le hanno comunicato la notizia al telefono. «Finalmente la Corte d'Assise di Novara ha accolto il nostro ricorso, inoltrato più di cinque mesi fa - commenta soddisfatto l'avvocato vercellese Scheda -. Evidentemente il tribunale ha preso atto della mancanza dei requisiti per i quali la nostra cliente continuava ad essere detenuta». Secondo il giudice, quindi, non esisterebbe più il pericolo di reiterazione del reato, di fuga e di inquinamento delle prove.