Via libera del patto di Mediobanca alla governance «tedesca»

Grandi soci convocati per il 23 marzo Fiat e Telecom disdettano l’intesa

da Milano

Mediobanca imbocca la strada della governance duale. Il comitato direttivo del patto di sindacato, riunito ieri nello studio del presidente Piergaetano Marchetti, ha avviato la procedura che porterà all’adozione del modello di governo societario alla «tedesca». La prossima assemblea del patto, convocata per il 23 marzo, inviterà i vertici della banca «ad approfondire la percorribilità dell’adozione di un sistema dualistico». La nuova struttura si baserebbe su un consiglio di sorveglianza in cui troverebbero posto gli azionisti, e su un consiglio di gestione formato da esponenti del management e, eventualmente, da un consigliere indipendente. Secondo le indiscrezione emerse nelle scorse settimane era questa la soluzione preferita dai manager dagli uomini di vertice dell’istituto.
Il comunicato con cui Piazzetta Cuccia ha dato notizia della decisione del patto era stato preceduto alcune battute scambiate con i giornalisti all’uscita dalla riunione da Tarak Ben Ammar: «Siamo tutti d'accordo sulla strada del dualistico. Poi il diavolo è nei dettagli», aveva detto l’uomo d’affari franco-tunisino. «Si è parlato solo di governance, non dell'amministratore delegato, non di Fiat, non di Telecom», aveva aggiunto. Come previsto è stata anche confermata l'intenzione di Fiat e di Telecom (entrambe hanno circa l'1,835% del capitale) di uscire dall’accordo di sindacato. La volontà del gruppo torinese era nota nota da tempo, più recente è la volontà di disimpegno di Telecom, annunciata la scorsa settimana nell'ambito delle dismissioni per un miliardo preannunciate dal management.