Via libera al retroporto per i container liguri

In margine all’accordo firmato ieri, «scontro» fra il presidente della Regione e Moretti (Ferrovie)

«Sfida», «prospettiva», «auspicio»: anche in termini lessicali, il protocollo d’intesa firmato ieri a palazzo San Giorgio dalle istituzioni liguri e piemontesi, dalle Ferrovie e dalle associazioni degli industriali, per ora si misura più in termini di opportunità che di realtà effettiva.
L’obiettivo alla base dell’accordo è il progetto da 90 milioni di euro per il retroporto di Alessandria, che significa costruire il grande hub nazionale nello scalo ferroviario alessandrino con funzioni di centro intermodale collegato al sistema portuale ligure, in particolare a Genova e Savona. Con questo primo atto si mette in moto un processo che in tre anni consentirà di realizzare un’area di 300mila metri quadrati, in grado di movimentare 500mila contenitori all’anno, quasi un terzo delle potenzialità del porto della Lanterna. Nel documento, «i firmatari si impegnano, ciascuno per la propria parte, a promuovere la costituzione di un tavolo di lavoro (!) che entro ottobre 2008 dovrà definire il programma di sviluppo dello scalo di Alessandria».
Ma se il buon giorno si vede dal mattino, al di là dello scambio di complimenti di rito, la giornata registra la diversità di vedute fra Claudio Burlando e Mauro Moretti. A tutti gli effetti, uno scontro fra il presidente della Regione - che parla di Ferrovie non all’altezza del compito che viene loro richiesto in Liguria - e l’amministratore delegato delle Ferrovie che replica, in sostanza: «Se mi date i soldi, faccio tutto quello che volete, ma guai a pretendere che la nostra società si comporti da impresa e, allo stesso tempo, tenga in piedi le linee passive, pagate con denaro pubblico». L’interporto di Alessandria, precisa dal canto suo Fabrizio Palenzona, «funzionerà come un hub intermodale nel quale affluiranno per navetta i traffici dal porto di Genova grazie all’impegno delle Ferrovie. Ci sarà quindi la possibilità di trasportare e scaricare in modo veloce le navi e di poter lavorare, laddove sarà necessario, le merci negli spazi dovuti e poi avviarle alla distribuzione per la consegna». Tanto più in previsione dell’aumento dei traffici dal Far East. Commenta il senatore Luigi Grillo (Fi): «Si concretizzano le opzioni che avevamo individuato già dieci anni fa. Come si è ribadito adesso, il problema, per realizzare i progetti, non sono i finanziamenti, ma la volontà politica».