Via libera di Rutelli: il Mantegna a Mantova

Si conclude la polemica tra Brera e l’assessore alla Cultura

Sabrina Cottone

Il Cristo morto è in buona salute, pronto a lasciare Brera per Mantova. Il via libera a sorpresa è arrivato dal ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, che ha dato ragione a Vittorio Sgarbi e così il capolavoro di Andrea Mantegna parteciperà alla mostra per il cinquecentenario della morte dell’artista. «Ho dato parere favorevole dopo un sopralluogo tecnico accurato» ha spiegato Rutelli durante un dibattito a Cortina.
L’assessore alla Cultura milanese, in qualità di presidente del comitato per le celebrazioni, ne aveva fatto un casus belli, scatenandosi contro i tecnici della Pinacoteca di Brera che avevano negato il prestito per motivi di salute della tela. «Bugiardi» ripete ancora Sgarbi, incassando con soddisfazione il sì dei periti del ministero: «Se uno è malato nessuno può costringerlo a andare in ufficio, ma se sta bene può essere trasferito». Ringrazia Rutelli «per la lungimiranza» e per la pubblicità fatta a Berlino alla mostra, che si svolgerà a partire dal 16 settembre in tre città: Padova, Verona e Mantova.
E la fragilità? I rischi di trasporto del celeberrimo Compianto su cui sono stati interrogati tutti gli studenti di storia dell’arte d’Italia (e non solo)? «È la prova che loro mentivano e io dicevo la verità» taglia corto Sgarbi, convinto che la vicenda si sia sbloccata grazie alla minaccia di sbugiardare gli esperti di Brera. Gianluigi Colalucci, restauratore del Michelangelo della Cappella Sistina, era pronto a partire in missione per dire la sua e a questo punto il ministero, che in un primo momento aveva detto no, ha deciso di aprire un supplemento di indagine.
«Avrebbero potuto opporre l’inopportunità di separare il Cristo da Brera, invece hanno sostenuto che la tela aveva problemi di salute. Hanno mentito» sostiene Sgarbi. «Non è una vittoria della politica sulla tecnica» si difende il critico, invocando il ruolo centrale giocato da Giuseppe Proietti, direttore generale del ministero. «Mi ha chiesto ventiquattro ore di tregua e silenzio stampa per risolvere tutto e ha impiegato anche meno. Lui è un supertecnico del restauro, ci voleva un esperto che al di sopra dei sovrintendenti dicesse la verità».
Tutto è bene ciò che finisce bene? Sgarbi non è ancora pago, perché manca all’appello un’altra opera fondamentale e cioè il San Sebastiano della Ca’ d’Oro di Venezia. «Dicono che è in restauro? Siamo pronti ad aspettare un mese pur di averlo. E quale luogo migliore della mostra per mostrare i risultati del restauro?». Qualche dubbio anche sul rilancio di Rutelli, pronto a istituire una Commissione di tecnici per decidere sui prestiti di opere d’arte: «In teoria è una buona idea, ma dipende da chi ci mette. Se non ci sono io è pericolosa...».