Via libera della Ue alle norme contro l'inquinamento

Riduzione delle emissioni di Co2 del 20%
entro il 2020, aumento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili del 20%,
aumento della quota di utilizzo di biocarburanti nel settore trasporti del 10%. L'Italia dovrà "tagliare" del 13% il CO2 entro il 2013

Bruxelles - Il collegio dei commissari della Commissione europea ha approvato il pacchetto di proposte legislative per la lotta al cambiamento climatico. Lo ha riferito una portavoce del commissario Ue all’Ambiente Stavros Dimas. Le proposte, articolate in cinque differenti normative, mirano a rendere operativi gli impegni presi a marzo dell’anno scorso dall’Unione europea per una riduzione delle emissioni di Co2 del 20 per cento entro il 2020, un aumento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili del 20 per cento ed un aumento della quota di utilizzo di biocarburanti nel settore trasporti del 10 per cento.

L’Italia dovrà tagliare del 13% le emissioni di Co2 Questo vale per tutti i settori non coperti dal sistema commercio di permessi di emissioni (Ets). È quanto prevede il pacchetto di proposte avanzate dalla Commissione Europea per il taglio dei gas sera. Il pacchetto prevede obiettivi individuali per i settori non nclusi nelle 14.000 aziende che fanno parte dell’Ets (e cioè solo aziende che producono energia, ferro e acciaio, vetro, cemento, terracotta e mattoni). Le aziende interessate dai tagli sono tutte le altre, in settori come alimenti, agricoltura, trasporti, commercio, servizi.

Quote per ridurre le emissioni Il presidente della commissione Ue Josè Manuel Durao Barroso ha invitato a sottoscrivere un accordo internazionale per non danneggiare la competitività delle industrie energivore. "Bisogna dare certezza giuridica alle imprese che intraprenderanno le azioni necessarie per la riduzione delle emissioni - ha spiegato - queste avrebbero gratis le quote del sistema di emissioni". Ci sono, infatti, settori in cui il costo di tagliare le emissioni avrebbe un impatto reale sulla competitività rispetto ad imprese in paesi che non fanno nulla. "Non ha senso essere rigorosi in Europa - ha concluso Barroso - se questo significa semplicemente che la produzione viene spostata a paesi che consentono emissioni gratis per tutti".