Liberalizzazione orari negozi"La Lombardia puntasui distretti del commercio"

L'assessore al Commercio della Regione Lombardia, Stefano Maullu: "Vogliamo garantire più servizi e opportunità per imprese e consumatori senza scompensi tra grande e piccola distribuzione"

Da giorni si parla della liberalizzazione degli orari dei negozi introdotta dal governo Monti. Come tutte le riforme anche questa ha spaccato in due il Paese. Molte Regioni dicono "no" e hanno fatto sapere di essere pronte a ricorrere alla Corte Costituzionale. A livello politico lo stop alla liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali non tiene conto delle appartenenze politiche, visto che le Regioni che minacciano il ricorso sono sia di centrosinistra sia di centrodestra. Ne abbiamo parlato con l'assessore al Commercio, Turismo e Servizi della Regione Lombardia, Stefano Maullu. "Non ci sono le condizioni per un ricorso alla Corte costituzionale - spiega Maullu - perché il governo è intervenuto sulla libera concorrenza, che è materia di competenza statale. Il commercio, invece, è di competenza regionale".

"Regione Lombardia presenta un quadro normativo all’avanguardia - precisa Maullu - con i suoi 197 distretti del commercio, che interessano 796 comuni in un quadro organico unico in italia finanziato costantemente dalla Regione". Ma cosa sono i distretti commerciali? "Uno strumento unico in Italia, una cabina di regia che gestisce l'organizzazione sociale ed economica di un territorio, mettendo insieme i Comuni, i sindacati e le associazioni dei commercianti". In Lombardia sono stati introdotti nel 2008 e ricevono finanziamenti da parte della Regione come sostegno attivo soprattutto alle piccole imprese. Maullu ci tiene a ribadire il primato della Lombardia: "Siamo l'unica regione che ha strutturato questa figura". E' un'attività, quella svolta dai distretti, che tiene legati insieme vari aspetti: economico, turistico e sociale. "L'obiettivo che ci poniamo - precisa l'assessore - è evitare scompensi tra grande e piccola distribuzione, garantendo più servizi e contribuendo a far crescere l'economia".

Maullu insiste molto sull'equilibrio tra la grande e la piccola distribuzione. Poi aggiunge che "c'è una segmentazione del mercato molto evidente, ma il consumatore è sempre più padrone delle proprie scelte. Non basta, però, tenere aperti i negozi per qualche ora in più per aumentare le vendite e, quindi, dare slancio all'economia. I budget delle famiglie e dei consumatori, infatti, sono gli stessi e non aumenta la capacità di spesa se i negozi restano aperti per un tempo maggiore".

Maullu insiste su un punto: "La Regione Lombardia è disponibile a mettere in campo ogni strumento amministrativo e politico per evitare danni al comparto e creare le condizioni per il maggiore equilibrio possibile tra piccola, media e grande distribuzione". Ma precisa che "evocare l’immobilismo della Regione di fronte alle nuove liberalizzazioni degli orari di apertura dei negozi, previste dalla finanziaria Monti, è ingiustificato e chiamare le categorie produttive - come ha fatto la Cisl - ad una Santa Alleanza per difendere le rendite di posizione non è un atteggiamento responsabile".